Boris Nemtsov: «Costruire centrali nucleari nella Russia di Putin è da incoscienti»
Non sono contrario all’energia nucleare in quanto tale. Ritengo che l’energia nucleare sia un segnale del grado di civiltà e maturità di una società. Ma sono contrario alla costruzione di centrali nucleari nel comune di Navašinskij della regione di Nižnij Novgorod, al confine con quello di Vladimir. Ed ecco perché sono contrario.
L’atomo è sicuro in un paese democratico, dove c’è un controllo da parte della società delle tappe di costruzione e di utilizzo della centrale, dove c’è una stampa indipendente che non viene soffocata da nessuno, dove c’è un’opposizione che interviene in favore di una rigorosa esecuzione delle leggi e delle norme ecologiche, etc. In un sistema democratico l’energia atomica è sicura.
In un sistema autoritario l’energia atomica costituisce un pericolo mortale.
Ricorderete la centrale di Černobyl’, nell’URSS. Al verificarsi di questo terribile incidente, il potere occultò subito il fatto, fino a quando i paesi occidentali dove era arrivata la nube radioattiva non cominciarono a preoccuparsi. Per tutto il tempo la gente della Bielorussia e dell’Ucraina non sospettava ci fosse pericolo e continuava la sua vita in condizioni di forte radioattività. Il risultato fu che un’enorme quantità di persone fu sottoposta ad altissime dosi di radioattività.
Dato quindi che la Russia non è un paese democratico, non ci può essere nessun reale controllo né nessuna libera perizia ecologica. Per questo sono contrario alla costruzione di centrali nucleari. Fino a che non ci sarà una democrazia, non devono esserci centrali nucleari. Primo.
Secondo. In Russia non c’è esperienza nella costruzione di centrali nucleari. Ad una prima occhiata la mia affermazione può sembrare un’assurdità, ma è vero. Negli ultimi vent’anni non ne abbiamo costruita nemmeno una. Mancano gli esperti del settore (tornitori, fresatori, costruttori, ingegneri, tecnologi, manager): o sono morti o se ne sono andati. Non ci sono! Quindi se ne dovrebbero occupare gli stranieri (i francesi, gli americani, gli svedesi, etc.).
Ma si sa bene che nella Russia di Putin di permettere agli stranieri di farci le centrali non se ne parla.
Il terzo problema è quello delle materie prime. Certo, in Russia di uranio ce n’è molto, ma qui i costi di estrazione sono molto alti. Inoltre il nostro minerale ha una concentrazione così bassa da richiedere grandi spese per il suo arricchimento. Per questo sarà necessario importare l’uranio dall’Australia e dal Canada (paesi che ne hanno una grandissima riserva). Questo rende la Russia dipendente dai fornitori esteri di materie prime.
C’è ancora un’altra argomentazione contro gli investimenti sull’energia atomica nella Russia di oggi. Siamo il paese del mondo con le più importanti riserve di gas. (E più di un terzo della popolazione usa la stufa per scaldarsi!).
Ma dell’estrazione del gas se ne occupa Putin. Per questo il settore è in profonda crisi, sulla soglia della bancarotta e del collasso - Gazprom ha un debito di circa sessanta miliardi di dollari. Che vergogna quando un paese con queste riserve di gas si vede costretto a sviluppare, diciamolo francamente, dei complessi sistemi di estrazione dell’energia.
Per il fatto che il maggiore estrattore di gas naturale si è rivelata essere una compagnia corrotta e incapace, non dobbiamo lasciare che sia messo in atto questo esperimento nucleare. Questa è la mia quarta argomentazione.
Quinta. La costruzione delle centrali nucleari comporterà furti e bustarelle. Il programma nucleare approvato da Putin verrebbe finanziato con il bilancio federale, e tutti sanno che fine faranno i soldi del bilancio inseriti nel nostro sistema corrotto. Presumo che più di un 50% tornerà ai funzionari statali. Ritengo che nelle condizioni di deficit del fondo pensionistico e in presenza di venticinque milioni di mendicanti spendere questi soldi sia un crimine.
La compagnia Gazprom, girala come vuoi, dal bilancio i soldi non li prende. Ed ecco che l’energia nucleare di questo bilancio si nutre, ovvero prende dai pensionati e dalle famiglie. Perché ci serve?! Perché il nucleare dovrebbe diventare adesso prioritario qui da noi non lo capisco. Questi soldi saranno rubati. Quando il denaro viene stanziato per le pensioni è più difficile rubarlo. Tutti sanno che in Russia ci sono 38,5 milioni di pensionati, e si sa quanti di questi ricevono la pensione … I soldi della pensione sono facili da tenere d’occhio. E quando i soldi del bilancio (dello stato) vengono buttati in buchi neri chiamati «cemento», «lavori pubblici», «lavori sulle strade» etc., calcolare le spese diventa allora decisamente più difficile. Per questo i nostri funzionari sono così interessati ai nuovi investimenti di capitale.
Uno degli ambiti meno chiari e trasparenti degli investimenti di capitale è l’energia atomica. Proprio per questo i costi di produzione delle centrali sono altissimi e la «lobby atomica» è così forte.
Non si può quindi costruire centrali nucleari nella Russia di oggi, si prenda in considerazione qualsiasi punto di vista – tecnologico, finanziario, della sicurezza per il popolo e infine politico.
Ne consegue che non c’è bisogno di costruire una centrale atomica al confine tra regione di Nižnij Novgorod e quella di Vladimir: sarebbe un male per tutti.
A proposito, i promotori di questa costruzione stanno incretinendo la popolazione delle regioni di Navašinskij e di Muromskij promettendo di dare nuovi posti di lavoro, di riempire il bilancio con nuove entrate fiscali, che verrebbero usate per costruire nuovi impianti sociali e nuove strade … Sciocchezze. Sarà come con le Olimpiadi di Soči: alla costruzione degli impianti olimpici lavora solo il 3% della popolazione del luogo; il restante 97% è straniero – ci sono turchi, tagichi, uzbechi, moldavi, ucraini, etc. Non ho dubbi che quando cominceranno a costruire la centrale di Navašinskij costruiranno innanzitutto delle baracche per i lavoratori stranieri. I Gastarbeiter (la manodopera proveniente dalle ex repubbliche sovietiche) costano poco, non hanno diritti e si manipolano meglio.
Ma non ci sono in quelle regioni degli esperti nella manutenzione delle centrali nucleari? No. Cioè: anche gli esperti vengono da altre regioni. Bisognerà pagar loro il vitto, l’alloggio, un salario alto... e saranno proprio il bilancio federale e quello statale a dover supportare queste spese.
E sempre a proposito di tasse: i gastarbeiter non pagano l’imposta sul reddito: primo. La stessa Rosatom si trova a Mosca, dove paga le tasse: secondo.
Quindi i racconti di nuovi posti di lavoro e redditi strabilianti sono favole. Ma rimangono i problemi. In primo luogo interetnici. Non parlo neanche della minaccia alla natura e alla salute della gente del posto.
Questi problemi sono certo risolvibili, ma in una società democratica. Da noi la democrazia non c’è, e chi critica è dichiarato nemico dello Stato. Ho saputo che nella regione di Nižnij Novgorod è stata organizzata una parodia della discussione pubblica del progetto nucleare, promosso dalla Russia Unita (il partito di Stato); i protestanti sono stati minacciati, gli attivisti picchiati.Compatisco i presidenti delle regioni di Nižnij Novgorod e di Vladimir, sulle quali il Cremlino esercita una forte pressione. In queste zone l’energia elettrica è cara e scarseggia, e c’è la speranza di cambiare in meglio. Ma la centrale di Navašinskij non sarà una fonte energetica locale. La centrale sarà data in pasto al mercato aperto russo e l’energia venduta alle regioni confinanti. Il primo compratore sarà Mosca: il più solvente dei compratori.
Non voglio credere alle parole degli apologisti di questa centrale: sono persone incompetenti, oscure e avide. Non voglio riporre la mia fiducia in questi avventurieri, né lo farò.
Notate che non ho detto una sola parola contro l’energia nucleare in quanto tale. Dirò di più: paragonare le centrali idroelettriche alle nucleari è come paragonare le carrozze alle Bentley. Le prime sono di semplice, semplicissima costruzione. Ma nonostante ciò, in questa semplicissima costruzione abbiamo permesso che accadesse il terribile incidente della centrale di Sajano-Šušenskoe, che solo per caso non è stata la catastrofe del secolo.
L’energia nucleare è alta tecnologia, che richiede un personale altamente qualificato e una disciplina quasi militare. La Russia di oggi è in grado di assicurare questi requisiti? No. Concludo quindi così: se volete costruire le centrali nucleari ridateci prima la democrazia.
Non si possono costruire centrali nucleari nella Russia di oggi, si prenda in considerazione qualsiasi punto di vista –tecnologico, finanziario, della sicurezza per il popolo e infine politico.
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