Garry Kasparov. La stagione dello smantellamento. La strategia e la tattica del Fronte Civile Unito per il biennio 2011-2012

Il titolo stesso contiene una contraddizione, anche se ben nascosta. É evidente che non si parla solo del 2011 e 2012, gli anni successivi al 2010, ma di tutta la fase conclusiva del cosiddetto ciclo elettorale. Nel paese si terranno le cosiddette elezioni della cosiddetta Duma (non un posto per i dibattiti) e le cosiddette elezioni presidenziali, nelle quali viene scelto l'uomo che siederà al Cremlino non più per 4 anni ma per i successivi 6.

Perché ho detto che ci sono certe contraddizioni? Perché il Fronte Civile Unito non ha mai riconosciuto legittimo il regime e considera le scadenze di calendario delle cosiddette elezioni solo come un aiuto nel lavoro che facciamo. Se negli anni 2007 e 2008 ancora conservavamo la speranza di poter usare il peso politico attuale e mettere a punto un'azione congiunta con i partiti di opposizione - il partito comunista e Jabloko - , nel periodo successivo alla campagna elettorale queste possibilità non solo si sono ridotte al minimo ma di fatto sono venute meno.
Ma nella nostra batteria lo start della centometri non è in alcun modo legato alle azioni del signor Čurov o dei suoi.

Per iniziare mi soffermerei sulla questione che é parte del nostro programma e in qualche modoé già stata qui discussa: la relazione tra i nostri orientamenti programmatici e la Costituzione vigente.
Questo é piuttosto importante per la formulazione dell'assetto politico del Fronte Civile Unito. Ci siamo sempre posti come obiettivo lo smantellamento del regime putiniano. E' abbastanza evidente che il regime di Putin é comparso in una situazione di vuoto, Putin non é volato qui da Marte ma é apparso concretamente dall'ufficio del sindaco di San Pietroburgo, con a capo Anatolij Sobčak. In pratica tutti i soggetti di cui si compone il regime putiniano esistevano già nell'epoca di El'cin. Per questo, nel concepire le nostre future azioni, noi dobbiamo definire i punti della storia russa contemporanea che hanno portato a questo vicolo cieco. E' evidente a molti di noi che questi punti non sono il 1999 né il 1996, quando per far vincere El'cin hanno approfittato abbastanza pesantemente dei fondi amministrativi. Presumibilmente, bisogna cercare le radici di queste disgrazie soprattutto negli anni 91-93, quando si sono sprecate le occasioni uniche che si aprivano davanti al paese e sono state poste le basi di uno stato oligarchico e basato sulla nomenklatura. Il referendum del 1993 avrebbe potuto decretare la trasformazione della Russia in un normale stato funzionante e democratico, se solo El'cin avesse deciso di indire contemporaneamente le elezioni parlamentari e presidenziali (nelle quali sicuramente avrebbe vinto). Queste sono state le ultime elezioni totalmente oneste in Russia, né una parte né l'altra hanno potuto utilizzare le risorse amministrative.
Invece abbiamo ottenuto il decreto 1400 e i fatti successivi, che hanno portato ad un brusco rafforzamento del potere esecutivo.

Qui c'è anche uno spartiacque ideologico, perché molti indicano i diritti e le libertà garantite che sono fissati nella Costituzione attuale. Certo, nessuno intende cambiare queste posizioni. Ma non bisogna dimenticare che l'attuale Costituzione, con le sue reticenze sulla questione del rafforzamento della verticale, é di fatto la base sulla quale si erge il regime di Putin.

Il governo non abolisce la Costituzione, non dice che non serve, il governo la interpreta. E nonostante tutto la disonestà di queste interpretazioni e manipolazioni è lo stesso documento a dare loro questa possibilità. Ad esempio non c'è scritto che il Consiglio della Federazione “viene eletto”, é scritto “viene formato”. La stessa Costituzione ha posto le basi del passaggio al regime autoritario.

Putin in una qualche misura era inevitabile, perché l'oligarchia russa e l'élite governativa russa avevano bisogno di una difesa forte della propria proprietà. Per Putin non è stata una grande fatica usare la sagoma della Costituzione per creare quello che abbiamo oggi.

La violazione dei diritti dei cittadini e la limitazione delle nostre libertà politiche sono le conseguenze del fatto che al potere esecutivo siano stati concessi poteri praticamente illimitati. Noi ci opponiamo a questo.

La domanda "Come intendete smantellare il regime?" risuona continuamente, pur in tutta la sua ingenuità. Alla gente sembra che la parola “smantellamento” indichi alcune brusche azioni violente. Lo smantellamento stilistico non é una distruzione, é una forma soft di analisi di una costruzione le cui parti si possano usare per costruire qualcosa di nuovo. E', appunto, non la distruzione di un vecchio mondo, ma una forma decisamente più civile di trasformazione in qualcosa di più attraente e che preveda spese minime. Il FCU e tutte le nostre coalizioni ha sempre rifiutato duramente la violenza. Noi agiamo nella forma di un'opposizione non violenta al governo. La violenza che vediamo oggi nelle strade e delle piazze delle città russe è la violenza dei rappresentanti del governo, resa più feroce dall'impunità degli OMON, degli sbirri che uccidono le persone, dei proprietari delle macchine con lampeggianti che investono i cittadini che attraversano la strada in un posto “non appropriato” o colpiscono le macchine di quei cittadini che hanno avuto la sfortuna di trovarsi sulla strada delle mercedes blindate.

La violenza è appunto uno dei segni distintivi del governo odierno ed é l'unica possibilità del suo mantenimento. Solo il rifiuto della violenza ci permette effettivamente di fare un salto qualitativo.

Ma non é possibile partecipare al processo elettivo in una farsa elettorale.
Nella regione amministrativa di Kaluga, ad esempio, non appena sono apparsi dei rappresentanti di Solidarnost nella lista del partito registrato Jabloko, che aveva ottenuto l'autorizzazione e che concorreva all'elezione dell'assemblea legislativa locale, l'intera lista è stata cancellata.

Non ci sono possibilità di partecipare alle elezioni se non se ne ha ottenuto il permesso dal Cremlino, naturalmente. Questo vuol dire che non dobbiamo fare dei tentativi? No, non significa questo. Noi possiamo ad esempio, come “Solidarnost”, iniziare a formare il comitato organizzativo per creare un partito ma capendo che lo facciamo per noi.
Non intendiamo in alcun modo riconoscere le leggi anticostituzionali e draconiane, che compongono il sistema elettorale attuale.Questo, certo, appare piuttosto ingenuo.

Quindi come si smembra un regime? Anche se unissimo le forze del FCU, Solidarnost' e Altra Russia e di parte delle organizzazioni che rientrano nell'assemblea nazionale, persino se unissimo anche gli attivisti del Partito Comunista russo, le nostre forze risulterebbero insufficienti a far cadere il regime. Perché é il popolo a far cadere il regime, quando si rende conto non solo della stupidità del governo, ma della necessità dei cambiamenti.
Ho la sensazione che l'attuale calma socio-politica sia la calma prima della tempesta.Vediamo la debolezza organizzativa del movimento operaio.

Lo stesso Kuzbass, che 20 anni fa era il becchino del governo sovietico, oggi nemmeno dopo quella terribile tragedia é riuscito un governo che é passato per il più duro scenario di repressione delle prime proteste.
Ma sulle manifestazioni che si sono avvicendate abbastanza spontaneamente in Russia all'inizio di quest'anno (a Kalingrad, Irkutsk, Angarsk, Vladivostok, Archangel'sk e altre città), hanno influito non solo i problemi concreti della regione, ma ha anche iniziato ad apparire lo slogan “Putin fuori di qui”.

Le persone vedono un legame tra i loro concreti problemi sociali e la situazione politica generale. Nessuno ha detto “Medvedev fuori di qui” perché é chiaro chi è al volante, chi ha la responsabilità di tutto.

Oggi le richieste socio-economiche si sommano già alle richieste politiche.

Una delle direzioni principali dell'attività del FCU deve diventare, a mio parere, il lavoro sul progetto “Putin deve andarsene”. Dall'inizio il progetto è stato elaborato come un appello che potesse essere firmato da persone di varie ideologie. Le prime 35 firme che sono apparse il 10 marzo rispecchiano proprio quest'idea, appartengono a persone con le più diverse convinzioni ideologiche.

Il progetto è andato decisamente oltre gli altri progetti a cui l'avevano collegato i membri del gruppo di redazione, molti dei quali appartengono al FCU. Pensavamo che alcune migliaia di firme sarebbero state un gran risultato. Il fatto che ad oggi abbiano sottoscritto quel testo circa 50mila persone, mentre era in corso un blocco da parte dei principali domini di posta elettronica russi, testimonia l'esistenza di un enorme potenziale di protesta nella società.

É importante che queste persone lascino non solo la propria firma e i propri riferimenti ma anche un commento. Vi consiglio di leggerli. A scrivere sono soprattutto persone non politicizzate, nostri e vostri connazionali.
Queste migliaia di commenti sono una sentenza sul regime putiniano.

La distribuzione demografica e geografica dei sottoscriventi é la migliore smentita ai falsi documenti della commissione elettorale centrale e ai sondaggi pseudoscientifici che fa il centro russo di studio del pensiero sociale. Non esiste un l'80, 70, 60, 50%, nemmeno il 40% di sostegno perché é evidente che questo potenziale di opposizione abbraccia praticamente tutti gli strati della società russa.
Non bisogna preoccuparsi, guardando le 50mila firme, non sono 50mila su 41 milioni. Sono 50 mila su mezzo milione, perché la maggior parte delle persone non ha potuto nemmeno venire a conoscenza del testo dell'appello. Ma su dieci persone che hanno letto il testo, una l'ha firmato.

E' un'opportunità gigantesca per attirare gente nelle nostre fila. Sono persone non politicizzate, sono lontane dalla vita politica ma hanno fatto un passo molto importante. Hanno superato la propria paura, hanno firmato la lettera, hanno lasciato i propri nomi e i riferimenti. Teniamo degli incontri con le persone che hanno sottoscritto. Sono un potenziale attivo, in prima fila, del FCU, perché sono persone di diverse opinioni politiche.
Dai commenti si può vedere che le persone di visioni politiche liberali sono la maggioranza di essi. É possibile che sia perché le informazioni della raccolta di firme sono state diffuse soprattutto attraverso siti liberali. Non hanno praticamente partecipato i siti di orientamento di sinistra e nazional-patriottici. Purtroppo, la maggioranza dei siti regionali anche in cambio di un compenso si sono rifiutati di inserire i banner informativi sulla raccolta di firme. La raccolta di firme offline, fuori da Internet, è un'altra delle direzioni della nostra attività.
In 5 anni il FCU oltre all'esperienza della battaglia ha anche guadagnato l'esperienza della persecuzione. All'interno del Fronte Civile Unito c'è una persona che ha riempito le fila dei prigionieri politici russi e che ha affrontato prove pesanti.

É Andrej Grekov, nostro collega di Rostov, una persona che ha trascorso 1 anno e mezzo nei lager solo per le proprie convinzioni politiche. Ed è un indice del perché il governo ci spaventa: noi crediamo in quello che facciamo.
Al momento non possiamo dire con esattezza come evolverà la situazione tra uno o due anni. Dobbiamo essere sostanzialmente pronti.

Non c'è da spaventarsi per questa non concretezza, perché per definizione ci occupiamo di un'attività non legata con il tentativo di guadagnare in Cremlino tre mandati della Duma o la possibilità di presenziare alle riunioni e ascoltare i discorsi dei vecchi compagni.

Noi abbiamo un altro compito, pesante e ingrato. Ma in questi 5 anni abbiamo dimostrato che siamo in grado di portarlo a termine. Ora é iniziato un momento favorevole in cui le persone sono pronte ad ascoltare quello che diciamo loro. Propongo quindi di proseguire il nostro lavoro e impiegare le opportunità che ci si presentano.

Garry Kasparov. 13.06.2010
Traduzione di Valentina Barbieri

Luogo

Russia