GLI ZAR DEL GAS METTONO IN GINOCCHIO L'EUROPA
La guerra (geopolitica) del gas fa la prima vittima: la Turchia. Con la scusa di impedire all'Ucraina di rubare il metano che passa dai suoi tubi, Gazprom ha interrotto le forniture ad Ankara. Il ministro dell'Energia turchi, Hilmi Guler, ha annunciato stamane che sono state aumentate le forniture da un altro gasdotto, il Blue Stream. E' un arteria energetica che unisce Turchia e Russia attraverso il Mar Nero. Fa parte del pacchetto di gasdotti realizzati in team da Gazprom ed Eni, per permettere alla Russia di fare il bello e cattivo tempo con Ucraina e Bielorussia. Blue Strem è il cappio (oliato dall'azienda parastatale italiana) con cui si impedisce all'Europa l'indipendenza da Mosca (e dalla sua economia politicizzata).
Tagli delle forniture anche per l'Austria che denuncia un 10% in meno di gas.
Giovedì riprendono comunque i contatti fra Gazprom e Naftogaz. La presidente della società ucraina, Olga Doubina, andrà a Mosca a incontrare il ministro degli esteri ombra russo, l'ad di Gazprom, Alexei Miller.
A.Ri.
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