IL COLONNELLO RUSSO RIABILITA RIBBENTROP
Sul sito del Ministero della Difesa, nella sezione di “Enciclopedia della Guerra”, la Polonia è stata accusata di aver causato lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Secondo la nuova versione del colonnello Kovalev, in questo accordo non c’è nulla di male, né di contrario.
Sul sito ufficiale del Ministero della Difesa russa, è apparso il testo “Le invenzioni e le falsificazioni delle valutazioni sul ruolo della SSSR alla vigilia e allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale”. Sotto il testo, la firma del capo del reparto di ricerca scientifica della storia militare della regione russa nord-occidentale dell’istituto di Storia Militare del Ministero della Difesa, candidato nelle scienze storiche, Colonnello Kovalev. La tesi principale di questo lavoro sostiene che la Seconda Guerra Mondiale sia scoppiata a causa della Polonia. Non è quantomeno strano che solo a causa della Polonia e non, ad esempio, dei paesi baltici o della Finlandia? “Tutti quelli che hanno studiato senza pregiudizi la storia della Seconda Guerra Mondiale sanno che questa scoppiò a causa del rifiuto della Polonia di accettare le richieste della Germania”- scrive il Colonnello Kovalev. Meno noto tuttavia è ciò che Hitler riuscì ad ottenere da Varsavia. Tra le moltissime richieste della Germania c'era: includere la città militare di Danzica nella composizione del Terzo Reich e autorizzare la costruzione di passaggi extra-territoriali e ferrovie che avrebbero collegato la Prussia orientale ad una parte consistente della Germania. E’ difficile definirle infondate le prime due rivendicazioni.
Nello stesso modo con cui si ricorda con riconoscenza il Giappone, che non ha mai dato inizio alla Terza Guerra Mondiale, nonostante, allo stesso modo, non gli avessimo concesso i territori settentrionali.
Kovalev, per chiarire il suo punto di vista sulle cause del conflitto, parla della testardaggine e delle ambizioni fortemente sostenute della Polonia: “La maggioranza schiacciante dei cittadini respinti dalla Germania, conformemente al Patto di pace di Versailles, era costituita da tedeschi, segretamente desiderosi di ricongiungersi alla patria. Del tutto naturale fu anche la richiesta sulle strade, tanto più che le due parti della Germania divisa non hanno attentato al “corridoio polacco”. Per questo, quando, il 24 ottobre del 1938, la Germania propose alla Polonia di regolarizzare i problemi di Danzica e del “corridoio polacco”, sembra che non siano subentrate complicazioni. Tuttavia la Polonia rispose con un rifiuto categorico e con lo stesso rifiuto reagì a tutte le successive proposte analoghe della Germania.
Intenzionata a conquistare lo stato di grande potenza, la Polonia non volle in alcun modo diventare un partner moderato della Germania. Il 26 marzo 1939, rinunciò definitivamente ad accondiscendere alle richieste della Germania”.
Non è però solo la Polonia ad essere presa di mira dal Colonnello Kovalev: “Una responsabilità considerevole per il fallimento degli sforzi di costruire una resistenza collettiva all’aggressione fascista, è da imputare anche ai “piccoli” paesi europei. La fede romantica nella giustizia e nella difesa di questa da parte delle democrazie occidentali, alleate alla Germania di Hitler e la propaganda antisovietica (non raramente con elementi xenofobi contro i russi), li trasformarono in breve tempo in una fiche sul tavolo della politica mondiale…”.
In generale, Kovalev non solo giustifica il patto di Molotov-Ribbentrop ma afferma anche il successo della diplomazia sovietica. Quale reazione questo possa suscitare nei paesi confinanti con la Russia, non lo preoccupa, nonostante il dichiarato patriottismo che, io credo, propone di occuparsi degli interessi del proprio paese. Mi sbaglio?
In molti in Russia hanno notato e reagito alla pubblicazione del testo del Colonnello Kovalev e per questo è sparito dalla sezione “Enciclopedia Militare” sul sito del Ministero della Difesa. Il capo russo della Direzione di servizio Stampa e Informazione, anch’egli Colonnello, Aleksandr Drobyshevskij si è espresso: “ In questo brano si notano differenti articoli, tra cui molti sono discutibili”.
Il generale dello Stato Maggiore della Difesa, Generale dell’esercito Nikolaj Makarov ha annunciato: “Questa pubblicazione è il riflesso del punto di vista dell’autore ma in alcun modo rappresenta la posizione ufficiale del Ministero della Difesa russo”.
Ancora più interessante: sul sito del Ministero della Difesa, il testo di Sergej Kovalev è rimasto, nella versione elettronica “il Giornale storico-militare”. Sembra che sia pubblicato già da quasi un anno, dal momento che apparve per la prima volta sul n.7 del 2008.
Oltre a ciò, questo articolo è presente nell’elenco delle pubblicazioni della Sig.ra Kovaleva, presentato da lui stesso durante la discussione della tesi di dottorato che si è tenuta l’11 giugno.
L’articolo ha sucitato scalpore nel Direttore dell’Istituto di Storia Russa Andrej Sakharov, entrato nel personale della commissione «Sulla reazione ai tentativi di falsificazione della storia ai danni degli interessi della Russia”. Secondo il suo parere: “Si può discutere il tema affrontato in una conferenza scientifica. Si può scrivere un articolo di risposta, a patto che si conduca tutto senza isterismi o euforie, che sono controindicate nella scienza”. “Ma assumere che della guerra fu colpevole”- ha aggiunto Sakharov- “Appare senz’altro strano”.
Anche noi siamo a favore di una scienza senza isterismi. L’accusa alla Polonia ci appare molto più che strana ma folle e senza sostanza, se si ricordano le vittime polacche in quella guerra, comprese quelle causate per mano del NKVD sovietico.
Oleg Chlebnikov
Traduzione di Anna Agliati
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