INDIVIDUATI E PREMIATI. In occasione del suo ventesimo anniversario, la stazione radio “Echo Moskvy” ha nominato i newsmaker di ogni anno degli ultimi due decenni

«Qui tutti si incontrano, come in un altro mondo», - disse una volta Aleksandr Blok dopo aver incontrato Anna Achmatova nella sala da pranzo del teatro.

E noi ci siamo da tempo abituati al fatto che “Echo Moskvy” oggigiorno sia proprio questa “sala da pranzo” dove, nello stesso momento e nello stesso luogo, si raccolgono delle persone che, normalmente, sarebbe impensabile immaginarsele insieme. Alla cerimonia di premiazione “Leader d’informazione dell’anno” presso il cinema “Oktjabr’” sul Novyj Arbat è stato proprio così.

All’inizio è stato invitato sul palco il “presidente dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche” Michail Sergeevič Gorbačëv. I “veterani” della stazione radio Sergej Korzun, Sergej Buntman e altri hanno espresso, uno alla volta, affetto e riconoscenza all’ex presidente, poiché la stessa stazione radio non sarebbe esistita senza l’epoca della glasnost’. Gorbačëv, secondo i calcoli di “Echo Moskvy”, è stato il leader d’informazione del 1990; l’anno seguente, nel 1991, questo titolo è spettato a Boris El’cin. Per ritirare il premio – una statuetta d’oro dell’artista Cereteli – è salita sul palco la moglie di Boris Nikolaevič, Naina Iosifovna El’cina, che, dopo aver ringraziato, ha cordialmente augurato ai collaboratori di “Echo” un felice ventesimo anniversario. Di seguito, anno dopo anno, sono stati premiati: Egor Gajdar (consegnato alla figlia Marija), Viktor Geraščenko (ha ritirato il premio di persona), Aleksandr Solženicyn (ritirato dalla moglie Natal’ja Dmitrievna), Viktor Černomydrin (ritirato da Vladimir Ryžkov, in qualità di “ex compagno di lotta di partito”), Aleksandr Lebed’ (consegnato alla figlia Ekaterina), Anatolij Čubais (consegnato a Evgenij Jasin), Sergej Kirienko (premiato di persona), Evgenij Primakov (Jurij Kobaladze, uno dei presentatori della cerimonia, ha promesso di consegnargli personalmente il premio), Vladimir Putin (rappresentato da Michail Barščevskij), German Gref e Leonid Rošal’ (entrambi non hanno partecipato alla cerimonia, amici e colleghi hanno promesso di consegnare loro il premio), Michail Chodorkovskij (ha ritirato il premio la madre, Marina Filippovna), Ruslan Aušev (premiato di persona), Michail Zubarov (premio consegnato ad un collaboratore di “Echo” che ha promesso di consegnarglielo), Anna Politkovskaja (il premio è stato ritirato dai figli Il’ja e Vera), il Patriarca Aleksij (premio consegnato all’arciprete Vsevolod Čaplin, che l’ha ritirato «con la benedizione del Santissimo Patriarca di Mosca e tutte le Russie Kirill»), Dmitrij Medvedev (per lui c’era Aleksej Venediktov che ha annunciato che il premio aspetterà il presidente in carica negli studi di “Echo”, «e là ne parleremo con lui»), Anatolij Serdjukov (premio consegnato al collega del vincitore)…

Ogni persona che è salita sul palco ha sinceramente ringraziato la stazione radio protagonista dei festeggiamenti.

- Grazie a voi per il fatto che, in un periodo così difficile per la stampa, voi premiate mio figlio. Questa è una prova di coraggio, e ringrazio tutti quelli che adesso hanno applaudito così a lungo, lo sento come un sostegno – ha detto dal palco la madre di Michail Chodorkovskij Marina Filippovna, e ha aggiunto: - Ascolto sempre la stazione “Echo Moskvy”, persino in bagno. Adesso che mi hanno regalato una radiolina a batterie vi ascolterò ovunque, anche durante le passeggiate.

- Grazie che nel giorno del vostro anniversario vi siete ricordati di mia madre, anche se nell’ambito del 2006, - ha detto Vera Politkovskaja.

Così ha detto sul palco e, dopo la fine della cerimonia, durante una conversazione con me, ha spiegato:

- Certamente noi tutti apprezziamo “Echo Moskvy” e, chiaramente, il fatto che abbiano scelto questo modo di premiare persone diverse. Ma aver premiato mia madre come leader d’informazione del 2006 è come se noi venissimo in pratica premiati per la sua morte. Infatti, se nel 2006 non fosse accaduto quel fatto orrendo, ora mia madre non sarebbe stata insignita di questo premio…

«La morte è più universale della vita: tutti muoiono, ma non tutti vivono» - diceva Andrew Sachs. Se Anna Politkovskaja non avesse vissuto come ha vissuto, è improbabile che la sua morte avrebbe scosso così tanto l’umanità in tutto il globo terrestre, come invece è successo. Tutto il mondo continua ad insignirla con i premi più prestigiosi e autorevoli. Ma in Russia il premio di “Echo Moskvy” – “Leader d’informazione del 2006” – è il primo dopo la sua morte.

- Molte persone non erano d’accordo con me e non approvavano la scelta dei premiati.

Qualcuno ha detto: «Perchè bisogna premiare Gref?». Ad altri la scelta di premiare Ruslan Aušev era incomprensibile, - mi ha detto Aleksej Venediktov. – Noi abbiamo preso l’anno e, a conti fatti, il maggior numero di accenni proprio in quel periodo veniva fatto a queste persone. Scusate, noi abbiamo solo stabilito come risultato, non importa cosa e chi ha parlato all’inizio, che queste persone sono state importanti. Questo non l’abbiamo inventato, abbiamo inventato, invece, il metodo per rappresentarlo.

Aprendo la cerimonia, Aleksej Venediktov ha spiegato:

- Noi premiamo persone che, credetemi, entreranno nei libri di storia. Sono un insegnante, non esistono degli ex insegnanti e so che tutti faranno parte dei libri di storia.

Galina Mursalieva

Luogo

Moskva
Russia