L’INCREDIBILE STORIA DELL’ARCTIC SEA
Supponiamo che l’Arctic Sea abbia trasportato armi oppure materiali nucleari.
Qualcosa prodotto dalla Russia, destinato ai nostri amici pacifici come la Siria o l’Iran e imbarcato durante “la ricostruzione” a Kaliningrad...
Il pubblico in sala chiede spiegazione dettagliate.
Questa storia incredibile sarebbe degna di Frederick Forsyth o Quentin Tarantino. Invece è la storia delL’Arctic Sea.
Giudicate voi stessi. Domenica giunse una notizia sommaria: "Il ministro della difesa Anatolij Serdjukov ha avvertito Putin che la nave e' stata trovata (non liberata, attenzione!)) e tutti i marinai sono stati trasferiti sulla "Ladnij".
Se l’hanno trovata, significa che i pirati non sono mai esistiti?!
24 ore più tardi, tuttavia, si scopre, sempre senza dettagli, che i pirati sono stati ritrovati: 4 estoni, 2 lettoni e 2 cittadini della federazione russa.
Come può essere che ieri abbiano trovato la nave e il giorno dopo l’abbiano liberata?
Cosa ci facevano i pirati sulla nave per un mese? Aspettavano la "Ladnij"? Queste otto persone sono forse psicologicamente labili?
Se loro fossero malati di mente e avessero deciso di rubare una tinozza fatta con il legno del Mar Baltico, come avrebbero fatto- loro malati - a disattivare tutti i mezzi di comunicazione e catturare l’equipaggio?
Per completare l’opera, il commissario europeo Martin Selmaier ha dichiarato che "l’attacco non ha nulla a che vedere con i tradizionali attacchi dei pirati" e che la Comissione Europea " è perfettamente consapevole di quale sia stata la causa della scomparsa della nave sotto la bandiera dell' Unione Europea".
Vorrei vedere come si spiega la presenza degli otto pirati.
Oppure questi pirati spariranno come "le due spie russe" che trasmettevano le informazioni tramite "la pietra inglese"?!
Il comportamento del proprietario è sorprendente.
Nella storia del Mare Artico, la cosa più semplice e' disporre con ordine tutti gli eventi, secondo la logica di causa-effetto.
Per questo la prima cosa che balza agli occhi è l’atteggiamento sorprendente del proprietario della barca.
Il comportamento del proprietario fa pensare che lui sapesse chi aveva attaccato la nave e perché l’avesse fatto. Era evidentemente più preoccupato di non far salire le autorità europee sulla nave che salvare l’equipaggio.
Prestiamo un’attenzione particolare al fatto che, in teoria, sarebbe stato possibile per la nave navigare senza SOS e che il segnale provenisse da un’altra nave.
E’ tuttavia improbabile che qualcuno attraversi La Manica senza strumenti di comunicazione.
Quindi se il proprietario avesse lanciato l’allarme il 24, in nessun modo l’Arctic Sea sarebbe riuscito ad uscire dal mar Baltico.
Non meno sorprendente di questo è stata l’operazione di ricerca.
Russia ha mandato alla ricerca dell’imbarcazione navi militari e sottomarini (che “per caso” si trovavano già li); peccato che non abbia incluso l’Arctic Sea negli "avvisi ai naviganti".
E’ come se l’Unità Alfa (squadra di antiterrorismo) venisse spedita a cercare una macchina rubata ma non fosse mandata nella stop-list dell’ Ufficio Statale di Controllo della Sicurezza Stradale.
L’Unita Alfa non è stata creata per condurre ricerche, ma per operazioni speciali.
Nello stesso modo la Marina Militare non viene mandata a cercare una nave ma a compiere un’operazione speciale. Infatti, la "Ladnij" si è diretta subito verso l’Arctic Sea.
Questa sarebbe un’operazione di ricerca? No, questa è un’operazione di copertura.
Supponiamo che l’ Arctic Sea trasportasse armi o materiali nucleari.
Qualcosa prodotto dalla Russia, destinato ai nostri amici pacifici come la Siria o l’Iran e imbarcato durante “la ricostruzione” a Kaliningrad...
Questo qualcosa doveva essere molto pesante e per imbarcarlo doveva essere fatto un lavoro di saldatura e taglio. Era così pesante da non poter essere scaricato con una scialuppa.
Quando giunse la notizia dell attacco, gli invasori non hanno lasciato la nave ma hanno spento l’SOS e hanno condotto l’imbarcazione verso un’altra nave, nonostante il carburante si stesse esaurendo.
In questo caso l’intercettatore della nave più probabile sarebbe Israele e la storia dell’invasione dei pirati alla nave “pacifica” somiglia molto alla storia di un paio d’anni fa dei bombardamenti da parte degli israeliani di "un paio di edifici abbandonati" nel deserto siriano.
In ogni caso, si può immaginare che il trasporto non fosse casuale.
Mossad non è Dio e non può indovinare il contenuto di ogni trasportatore Russo.
E’ molto probabile che questo 'carico pacifico' sia stato trasportato tante volte come si trasporta la merce in autostrada. Questa volta sono rimasti intrappolati
Menzionate una sola circostanza nella storia dell’Arctic Sea che smentisca l’ipotesi del trasporto di armi o che dia adito a un’interpretazione diversa dei fatti.
Quale altra spiegazione si può dare al comportamento del proprietario?!
E le navi e i sottomarini della Marina Militare che “per puro caso” passavano di lì?!
Le versioni della liberazione, che in Russia cambiano ogni giorno?!
P.S:Subito dopo il rilevamento del Arctic Sea, il presidente israeliano Shimon Peres si recò in visita dal Presidente Medvedev a Sochi e fece richiesta di non vendere il sistema anti-missile ПЗРК С-300 all’Iran. E se fosse che dopo le avventure incredibili del Arctic Sea Peres possedeva delle carte in più perché la sua richiesta venisse ascoltata?!
Julia Latynina
Traduzione di Anna Agliati
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The truth is adrift with the
The truth is adrift with the Arctic Sea
By Cristina Batog
http://www.atimes.com/atimes/Central_Asia/KH26Ag01.html