La legge bavaglio mette a repentaglio la democrazia. Violato l'art. 21 della Costituzione Italiana.
Dicono che l’art. 21 della nostra Costituzione, che l’Europa intera ci invidia, tuteli la libertà di stampa del nostro Paese. Dicono che i giornalisti e i magistrati siano una lobby potentissima. Dicono che nel nostro Paese l’informazione sia svincolata da qualsiasi potere delle istituzioni. Tutto ciò si apprende nella nostra bella Italia che nell’ultimo anno - nella classifica 2009 di Freedom Housing- vantiamo altri 30 posti in discesa nella graduatoria per la libertà di stampa e ci siamo piazzati al n° 73 tra Israele, Tonga, Benin.
Quanto attendibili sono queste tesi ? Poco, se le si sostengono in uno Paese dove c’è semi-libertà d’informazione.
Se il ddl sulle intercettazioni, votato con ampia maggioranza ieri al Senato (164 voti favorevoli, 25 contrari), diventerà legge; allora il nostro Stato prenderà l’ennesimo scossone e voleremo vicino all’amica Russia nella classifica mondiale della libertà di stampa. Giustamente i colleghi ed amici di Articolo21.it hanno issato la bandiera a lutto nel sito. Morirà la stampa indipendente. I cittadini non potranno conoscere i fatti di cronaca dei loro politici e con che informazioni andranno a votare alle elezioni?
I giornalisti non dovranno essere freddati sull’androne di casa come successe ad Anya. Lo Stato non dovrà sporcarsi le mani di sangue. Basterà applicare legalmente la legge. I giornalisti andranno in carcere se pubblicheranno i testi delle intercettazioni e gli editori riceveranno sanzione a tanti zeri.
Le intercettazioni sono uno strumento utile alla magistratura per scovare mafiosi, criminali, imprenditori corrotti. Ovvio che noi cittadini comuni e legali, potremmo essere intercettati. Dipende dalle nostre frequentazioni. Senza questo strumento non avremmo mai scovato il crack Parmalat, le terribili testimonianze degli appaltatori dell'Aquila che ridevano alle 3.32 del 6 aprile 2009, Calciopoli, il giro di escort di Palazzo Chigi. E tanto altro. Fa bene Repubblica a mettere dei post-it gialli sugli articoli che non leggerete più, rendono l’idea. Il 9 luglio la stampa nazionale uscirà a colonne bianche e vuote. Forse i cittadini italiani si renderanno conto che stanno censurando questo Paese, l’informazione libera non sarà più garantita come diritto sacrosanto di un paese democratico. Italia, sveglia ! Forse è solo tutto un brutto incubo? Non è possibile tutto ciò nella realtà, in Paese democratico.
Articolo di Ivan Vadori
Giornalista, Referente AnnaViva FVG
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