La Russia come discarica di scorie radioattive dell'Europa

Di questi tempi ci stanno bombardando la testa con il nucleare e con il bisogno sempre crescente di energia non solo da parte del mondo occidentale ma anche da parte dei paesi emergenti.
Nuovi e vecchi interrogativi sorgono di fronte a questa spaventosa rinascita.
Oltre agli ingenti costi e i tempi biblici necessari alla costruzione di queste nuove centrali ci sono i soliti problemi connessi a questo tipo di reperimento energetico: la pericolosità delle radiazioni, gli eventuali incidenti, lo stoccaggio delle scorie radioattive e la quantità di acqua necessaria per far funzionare le centrali.
Infatti anche l'acqua ha un suo ruolo principale nella produzione dell'energia elettrica, oltre a quello di raffreddamento del nucleo dove avviene la fissione nucleare dell'uranio. Molti di noi non pensano che l'energia prodotta dalle classiche centrali nucleari deriva dal funzionamento di turbine attivate dal vapore dell'acqua introdotta nelle stesse e che viene riscaldata fino alla sua evaporazione grazie allo sprigionamento di calore dovuto alla fissione dell'uranio.

Comunque il problema più pressante rimane sempre lo stoccaggio delle scorie radioattive: quale sorte ci aspetta?
L'Europa sembra che abbia trovato una soluzione momentanea: La Russia con i suoi sconfinati spazi. Le scorie stanno lontano dai cittadini europei ma costringono i russi a evacuare una loro cittadina perchè mortalmente radioattiva.
qui abbiamo dei link che possono aiutarci a capire come funziona lo stoccaggio oggigiorno:
http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=871.0