Le persone migliori della minoranza

Queste due persone hanno in comune molto di più della coincidenza della data di morte.

Gaidar è morto nei giorni quando pochi compatrioti ricordavano Sakharov, che ci ha lasciato 20 anni fa.
Gaidar è morto in quel giorno, quando é iniziata la nuova storia del paese: esattamente 23 anni fa, a dicembre 16 del 1986, Gorbaciov ha telefonato Sacharov a Gorky (città dove si trovava in esilio). Il ritorno di Sakharov ha determinato la comparsa di un Gaidar-riformatore. Oggi, questa parte di storia del paese non piace alla maggioranza assoluta dei cittadini, come non lo é stato mai. Questa storia da un senso ad un periodo della vita di una minoranza della società.

(Sakharov) L'uomo che parlava dal podio: "Stanotte mi ha telefonato una bambina..." - non poteva né fisiognomicamente, né lessicalmente e né nel comportamento coincidere con il paese al quale ha fatto appello. E il paese gli ha sbattuto la porta in faccia, per non sentire. Ma Sacharov ha continuato a dire cose molto importanti e le diceva semplicemente, come nessuno prima di lui ha fatto mai. Perché pensava che fosse necessario dire queste cose e perché questo era per lui l'unico modo per poterle dire.

(Gaidar) L'uomo con la faccia di Winnie the Pooh non poteva essere un personaggio pubblico. Questo tipo di persone non viene mai scelto per essere il simbolo di un'epoca. Le persone come Gaidar vengono messe sulla scena pubblica Russa solo in caso di crisi o di catastrofi. Nel caso in cui, un domani il popolo si trovasse senza nulla da mangiare o se le riserve d'oro del paese si dovessero esaurire completamente o quando qualcuno deve pensare, prendere decisioni e assumersi delle responsabilità. Lui se le prese e mai si é dimesso e non e' stato dimesso neanche da altri.

Entrambi questi uomini sono stati non allineati intellettualmente con il paese in cui vissero e morirono. Il paese ha bisogno di un ipnotizzatore come Kashpirovsky e di un'anestesia generale in un modo o in un altro. Il paese voleva essere ipnotizzato, adesso se lo tenga.

Forse è per questo che, questi due uomini, non erano destinati a vivere fine a tarda età e morire "dopo una lunga malattia".

Sono molto diversi questi due uomini. [....] Ma la semplice presenza di persone come Sacharov e Gaidar, con il loro livello di pensiero, la loro visione dei processi, la loro comprensione e la loro conoscenza sono stati una sfida contro l'ignoranza e l'impunità però non hanno potuto eliminare né l'una né l'altra.

L'assenza di queste persone indebolisce il sistema immunitario della società.

Migliaia e migliaia di persone hanno partecipato al funerale di Sakharov, il 18 dicembre di 1989, loro non sapevano che cosa cosa sarebbe accaduto domani, non sapevano che si sarebbe disgregato il Paese, non sapevano che ci sarebbe stata l'inflazione galoppante. Queste persone non avevano idea di che cosa fosse la proprietà privata, non potevano immaginare la piazza di Lubjanka senza il monumento a Dzerzhinsky, non capivano cosa potesse significare l'apertura delle frontiere e non hanno mai visto banchi pieni di merce nei negozi.

Coloro che sono venuti a dire addio all'accademico e al dissidente, avevano un passato in comune. Questo passato sembrava essere rimasto alle loro spalle, come era rimasto alle spalle anche l'esilio di Sakharov. Avevano un futuro ignoto, un simbolo di quallo che è stato il ritorno di Andrei Sacharov a Mosca dall'esilio. La gente rinpiangeva la sua morte prematura, ma non l'assenza della speranza nel futuro.

19 dicembre 2009 la gente che verrà a dire addio a Gaidar, - sarà la gente priva di illusioni. Saranno quei pochi, che sapevano che cosa ha fatto Gaidar e perché; coloro che sapevano delle conseguenze, che sapevano perché era necessario, che sapevano quanto sarebbe stato doloroso e faticoso il carico di odio di massa che Gaidar ha portato per tutto questo tempo fino all'ultimo.

Saranno coloro che non cancelleranno gli anni Novanta, coloro che non si lasciano influenzare e pensano da soli, coloro che si preoccuperanno del futuro del paese. Al funerale verrà la gente che conosceva la sua forza e le sue debolezze e che lo accettava così com'era.

Questi saranno la parte rimasta della minoranza che accettava Sacharov. La gente, che forma lo strato indispensabile in una società e che si é così assottigliato negli ultimi 20 anni che separano la morte di Sacharov dalla morte di Gaidar.

Natalia Gevorkyan

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"C'è l'ombra dei complotti del 2007"

L'ex vicepremier russo Iegor Gaidar in una immagine del 2003
Gaidar fu la mente della «terapia choc»
Due anni fa il presunto avvelenamento

Iegor Gaidar, noto economista e studioso considerato l’architetto delle riforme economiche del libero mercato avviate nei primi anni novanta dall’allora presidente russo Boris Ieltsin, è morto la notte scorsa all’età di 53 anni. Gaidar, ha detto il suo portavoce, è morto improvvisamente per una trombosi cerebrale che lo ha colpito mentre nella sua casa fuori Mosca lavorava alla stesura di un nuovo libro. Il nome di Iegor Gaidar, che con Eltsin era stato nominato vicepremier nel novembre 1991 e che fu successivamente premier ad interim dal giugno al dicembre 1992, è legato alla cosiddetta “terapia shock”, vale a dire il passaggio rapido e brusco dall’economia pianificata di impronta socialista alle regole del libero mercato. Economista brillante e politico di successo, ben visto in Occidente, Gaidar - che dirigeva un istituto di ricerche economiche da egli stesso fondato - fu sempre inviso ai comunisti e agli ambienti più conservatori nostalgici dell’Urss, cosa questa che impedì nel 1992 il prosegimento della sua carriera in seno al governo russo. Ieltsin infatti, per non esacerbare eccessivamente gli animi nel paese, gli preferì alla guida del governo Viktor Cernomyrdin, un vecchio burocrate di stampo sovietico ben visto dai nostalgici. La morte di Iegor Gaidar ha suscitato grande emozione a Mosca, con reazioni da parte di tutti i principali esponenti politici, a cominciare da coloro che lavorarono a fianco dell’economista nei primi anni novanta.

In un telegramma di condoglianze ai familiari, il presidente russo Dmitri Medvedev ha definito Gaidar «un eminente economista, una persona coraggiosa, onesta e risoluta che nel periodo dei cambiamenti radicali si assunse la responsabilità dell’adozione di misre impopolari ma necessarie». Il premier Vladimir Putin, esprimendo anch’egli cordoglio, ha sottolineato che «la morte di Gaidar è una grave perdita per la Russia, per tutti noi». «Non tutti i politici hanno la possibilità di servire la patria nei momenti più cruciali della storia, adottando decisioni chiave che determinano il futuro di un paese», ha aggiunto Putin. Cordoglio ha espresso fra gi altri anche l’ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, che all’epoca non condivieva le posizioni liberali di Iegor Gaidar. «Dal punto di vista umano provavo per lui un sentimento di amicizia, aveva lavorato con me in qualità di consigliere, era un ragazzo intelligente».

La scomparsa dell’economista però, ha anche un risvolto misterioso. Secondo Mikhail Slobodinskij sulla morte c’è il peso dei complotti del 2007. Di quell’avvelenamento misterioso dal quale l’ex primo ministro russo «si era curato, ma certo questo aveva influito inevitabilmente sulla sua salute». L’ apparente avvelenamento avvenuto in Irlanda, all’indomani della morte dell’ex agente del Kgb Litvinenko, «avrà certamente avuto un riflesso» ha spiegato Slobodinskij. «I medici non hanno ancora emesso un bollettino ufficiale», ha continuato il portavoce. Ancora oggi non è chiaro cosa accadde in quei giorni, due anni fa. Dopo le accuse della figlia Maria, che aveva apertamente parlato di «avvelenamento» di suo padre e quelle del padre di un compagno dell’epoca delle grandi riforme, Anatoly Chubais, che sosteneva la tesi di una “costruzione mortale Politkovskaya-Litvinenko-Gaidar”.

Fonte: www.lastampa.it