Leader dell'opposizione russa in gravi condizioni dopo l'arresto

Uno dei leader dell'opposizione russa, Sergej Udaltsov, 34 anni, arrestato il 4 dicembre scorso durante le manifestazioni contro i brogli elettorali, si trova in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell'ospedale n.64 di Mosca. A comunicarlo su Twitter e altri social network sono stati alcuni attivisti russi per i diritti umani, avvisati dalla famiglia.
Il suo rischia di diventare l'ennesimo caso di "morte di carcere" tra i dissidenti russi. A provocargli gravi danni al fegato sono state le cure mediche negate da parte della polizia. Lo stesso era accaduto all'avvocato russo Sergej Magnitskij, incarcerato dopo aver denunciato casi di frode e speculazione finanziaria ai danni del fondo d'investimento Hermitage e morto in prigione nel novembre 2009. E' di poche settimane fa il rapporto che relaziona la sua morte con la mancanza di cure mediche e con le torture ricevute durante la detenzione (http://www.economist.com/blogs/easternapproaches/2011/11/torture-russia)

Arrestato durante le manifestazioni contro i presunti brogli nelle elezioni della Duma, Udaltsov aveva iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l'"ingiusta detenzione". Malgrado le sue condizioni di salute fossero presto divenute critiche e Udaltsov soffrisse di problemi ai reni, la polizia aveva impedito più volte il suo ricovero, negandogli le adeguate cure mediche. La detenzione, inizialmente di 5 giorni, era stata invece prolungata di altri 15 giorni.
Pochi giorni fa anche Amnesty International aveva diffuso un appello (http://www.amnesty.org/en/library/asset/EUR46/045/2011/en/0c1e914a-8bbf-...) per la sua liberazione.

Sara Bicchierini