Putin - fuori di qui!
Cittadini della Russia! La consapevolezza che il nostro paese, per volere dei circoli dirigenti, sia finita in uno storico vicolo cieco, ci ha indotto a pubblicare questo appello. La consegna da parte della famiglia (di Eltsin), in cerca della sicurezza del potere illimitato, ad un uomo dalla reputazione dubbiosa, che non si differenzia né per talento, né per esperienza di vita e professionale, ha condotto a un grave degrado di tutti gli istituti statali.
La necessità di cambiamento si percepisce già da una parte considerevole dell'"Elite"; è sufficiente ricordare il motto clamoroso: "Russia, avanti!". Tuttavia il progetto di "modernizzazione" di Medvedev reca un evidente carattere imitativo e serve per uno scopo ben preciso: ritoccare la scenografia, conservando la natura del regime autoritario dei Ladri.
Sosteniamo che nelle rovine della costruzione sociale e politica della Russia, che oggi è imposta ai cittadini del nostro paese, c'è un architetto, un curatore e un custode in una sola persona. Il suo nome è Vladimir Putin.
Sosteniamo che in Russia oggi non sia possibile alcuna riforma essenziale, fino a che Putin detiene il potere reale all'interno del paese.
Sosteniamo che la smontatura del regime di Putin, la svolta del paese nell'ottica di uno sviluppo democratico possa incominciare solo dalle privazione di Putin di tutte le leve di comando dallo stato alla società.
Sosteniamo che in tutti gli anni del suo governo, Putin si è trasformato nel simbolo della spietatezza in rapporto ai cittadini di un paese corrotto e imprevedibile. Di un paese in cui i cittadini sono senza diritto e vivono sottomessi nella miseria. Di un paese in cui non ci sono né ideali, né futuro.
Se, come piace sottolineare ai propagandisti del cremlino, la Russia ai tempi di Eltsin era in ginocchio, Putin e i suoi oprichniki l'hanno oggi umiliato.
Nel fango della falsa imitazione il potere ha gettato non soltanto i diritti e la libertà dell'individuo ma la stessa vita dell'uomo.
Nel fango della falsa e inutile imitazione degli istituti politici e sociali- dal fantasma burocratico di "Russia Unita" fino al movimento fascista Putin-Jugend.
Nel fango dell'oscurantismo televisivo, che corrompre l'intelletto e l'anima, uno dei popoli più istruiti al mondo si sta trasformando in una massa amorale e senz'anima.
Nel fango del furto e della corruzione totale, che scorre dai massimi vertici del potere russo. Senza l'abnegazione di tanti anni di Putin nelle galere del Cremlino, non sarebbero potuti esistere né gli imperi finanziari dei miliardari della sua cerchia ristretta - Abramovich, Timchenko, Koval'chukov, Rotenberg, né le parassitiche corporazioni statali di amici - questi sono gli strappi dell'economia russa.
Dopo aver incominciato la sua ascensione dall'epocale "distruggere e umiliare", Putin già quasi undici anni utilizza questo "strumento" universale di amministrazione del paese, che si è rivelato particolarmente efficace nelle reciproche relazioni con gli oppositori politici e i concorrenti nel business.
Qualunque dissenso politico, sociale o economico viene immediatamente represso: nel migliore dei casi con delle limitazioni amministrative, ma gran parte delle volte con manganellate inferte dagli Omon, azioni penali, violenze fisiche e addirittura omicidi. Putin ha dimostrato in questo senso di distruggere i suoi oppositori personali con tutti i mezzi possibili.
Durante il suo insediamento al vertice del potere statale, Putin ha distrutto tutto quello che poteva essere solo fatto fallire. Sono state sciupate le riforme sulle pensioni e amministrative, non sono state portate avanti quelle sull'esercito, le forze speciali, il sistema di tutela dell'ordine pubblico e quelle giudiziarie: per non parlare della sanità pubblica che si trova in uno stato pietoso.
La decadenza dell'istruzione e della scienza, consegnati in appalto agli speculatori della cooperativa "Ozero", ha raggiunto un tale livello che tra i "titani" della scienza russa sono inclusi personaggi del calibro di Petrik e Gryzlov.
Abbiamo perso 10 interi anni, durante i quali l'impennata dei prezzi dell'idrogeno e dei metalli poteva essere utilizzata per la modernizzazione del paese e per la trasformazione strutturale dell'economia. Per qualche ragione, la crisi mondiale si è abbattuta sulla Russia con una tale spietatezza che è ancora lontana dal finire.
Come successore di Elcin, Putin, non solo non ha saputo correggere gli errori fatali commessi dal suo predecessore e non ha estinto l'incendio nel Caucaso, ma con l'ha persino trasformato con la sua politica di trasformarlo in una nuova forma, in grado compromettere l'integrità del paese.
"Kursk", "Nord-Ost", Beslan, decine di migliaia di morti durante la seconda guerra civile cecena, migliaia di persone hanno perso la vita in catastrofi tecnologiche, incendiati in case non conformi alle norme di sicurezza; invalidi, decine di giornalisti uccisi, difensori dei diritti umani, oppositori politici del regime e semplicemente vittime dell'anarchia sadica dei poliziotti - monumenti tombali nell'epoca del governo di Putin.
Per qualche mistero incomprensibile, i concepimenti del regime di Putin restano la visita di Basaev in Dagestan, le esplosioni delle case a Mosca e Volgodonsk e le esercitazioni militari a Rjazan.
L'incapacità di Putin di elaborare un pensiero strategico non sorprende nessuno da molto tempo. Non gli è dato capire come sarà il mondo tra dieci o quindici anni, quale posto in questo mondo che va rimpicciolendosi deve e può occupare la Russia. Non è in grado di valutare le minacce reali e i rischi per il paese e questo significa che non si trova nelle condizioni di pianificare con coscienza le direzioni di una possibile svolta, stabilire chi siano gli alleati e i nemici potenziali.
Prova evidente di questa politica non lungimirante sono i recenti accordi con la Cina, che con la mano leggera di Putin di fatto includono la Cina, il Far East e la Siberia occidentale.
Sull'incomprensione da parte di Putin del futuro sono testimoni la sua passione maniacale rispetto alle guarnizioni dei gasdotti e oleodotti in tutte le direzioni utili e non, l'inaugurazione di progetti ambiziosi e onerosi come le olimpiadi di Sochi o il ponte sulla isola Russkij, che sono assolutamente controindicati per un paese, in cui la grande fetta della popolazione vive ai limiti della povertà.
Dopo essersi trasferito dalla poltrona presidenziale negli appartamenti del primo ministro e avere lasciato al Cremlino l'obbediente tutore di uno dei suoi "gruppi di sangue" - Simeon Bekbulatovich - , Putin ha creato francamente una costruzione anticostituzionale di amministrazione del paese.
E' evidente che putin non rinuncerà mai volentieri al potere in Russia. La sua ostinatezza a dirigere a vita manovrando lui stesso ogni singolo potere con il terrore della responsabilità per quanto è stato fatto. Per il popolo russo è umiliante, ma per il paese un comandante come putin è mortalmente pericoloso. La Russia non può portare questa croce oltre.
Il gruppo di Putin, incontrollato e disorientato, può passare in qualsiasi momento dalle repressioni puntuali a quelle di massa. Noi invitiamo i membri della polizia e le autorità: non andate contro il vostro popolo, non eseguite ordini criminali di uomini corrotti, quando vi mandano ad uccidere per conto di Putin, Sechin, Deripaska!
Oggi la richiesta di tutte le nazioni, in tutti le assemblee da Vladivostok a Kaliningrad deve essere tradotta nel motto: "Putin - fuori di qui!". La liberazione dal putinismo è il primo ma fondamentale passo verso una nuova Russia libera.
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Attentati di Mosca, l'ombra dei servizi
Gli oppositori di Putin sospettano che dietro le bombe vi sia una strategia della tensione volta a contrastare la crescente mobilitazione antigovernativa
http://it.peacereporter.net/articolo/21093/Attentati+di+Mosca,+l%27ombra...