Tragedia in miniera. Abbiamo bisogno di un'altra Russia
“Vladimir Putin, primo ministro della Repubblica Federale russa. Roman Abramovich, comproprietario della miniera Raspadskaja. Loro non stano facendo niente per la morte dei lavoratori. E tu?”.
Così recita il manifesto (vedi foto) che sta facendo il giro della Rete in questi giorni. I blogger russi, indignati, chiedono a gran voce che lo Stato si attivi per cercare i responsabili della tragedia nella miniera di carbone della Siberia occidentale.
L’INCIDENTE IN MINIERA Sabato 8 maggio due esplosioni hanno semidistrutto la miniera di Raspadskaja, nei pressi della città siberiana Mezhdurechensk, 3.000 km a est di Mosca. Si tratta del più grande luogo di estrazione di carbone del Paese. Nell’incidente hanno perso la vita almeno 66 minatori e altri 24 risultano ancora dispersi. Le ricerche, però, al momento sono ferme. La concentrazione di metano nelle profondità della terra è molto alta. E c’è il rischio di nuovi incendi. Passano i giorni e svaniscono le possibilità di trovare superstiti.
La miniera si trova nella regione di Kemerovo nel bacino carbonifero del Kuzbass: fornisce carbone per le fabbriche di Russia, Ucraina, Est Europa e Asia. Quando si è verificato l'incidente più di 300 minatori erano al lavoro. I soccorsi sono arrivati immediatamente, ma una nuova deflagrazione ha intrappolato anche loro, tagliandoli fuori da qualsiasi contatto con la superficie.
GLI SCONTRI Il 14 maggio i cittadini di Mezdurecensk hanno manifestato contro le dure condizioni di lavoro in miniera e per chiedere stipendi adeguati. Qui, infatti, tutte le famiglie sono legate alla miniera. La gente è scesa per strada e ha occupato i binari della ferrovia. Sono nati violenti scontri con le forze di polizia e la manifestazione è stata duramente repressa dagli Omon. Il bilancio è di 28 arresti tra i manifestanti. Qui alcune immagini della protesta .
CENSURA Il 15 maggio l’Fsb ha chiuso il blog russo che seguiva i fatti di Mezhdurechensk. La notizia fa il giro in Rete, e tra i blogger si inizia a parlare di censura. La prima a denunciare l’accaduto è Marina Litvinovich che ne dà notizia sul suo sito. L’amministratore del gruppo, a quanto si apprende, sarebbe stato contattato dai servizi segreti russi ai quali ha dovuto dare le password del blog VKontankte (In Contatto) , nato per fornire aggiornamenti e commentare la situazione nella cittadina siberiana dopo l'esplosione in miniera, e seguito da oltre 6 mila utenti.
Il gruppo nel frattempo ha cambiato nome, l’accesso è bloccato, e non sono più visibili né i vecchi post, né le foto e nemmeno i video postati nei giorni scorsi e che testimoniavano la tragedia.
LA COLLERA DEI MINATORI Il primo ministro russo, Vladimir Putin, ha ordinato un’inchiesta sull’incidente in miniera “per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro”. La notizia della morte dei lavoratori, però, non ha impedito il regolare svolgimento dei festeggiamenti del 9 maggio per il 65esimo anniversario della Vittoria sul nazifascismo. “Dal 9 maggio, i pazienti minatori di Mezhdurecensk, alla vista di una Mosca che sguazza tra i fuochi d’artificio, probabilmente maledicono l’indifferenza dei ricchi moscoviti – scrive sul suo blog lo scrittore russo Eduard Limonov - Nelle profondità della miniera, chi non è rimasto vittima dell’esplosione sta morendo per asfissia. Mosca non ha avuto tatto. Ai capi di Stato non è passato per la mente di fermare le feste durante la peste. Era necessario limitarsi alla parata, annullare i festeggiamenti nazionali, dichiarare il lutto per le vittime. Nulla di tutto ciò è stato fatto”.
Cosa possiamo fare noi contro “l’indifferenza della nostra capitale e del nostro Paese” si chiede Limonov. Bisogna scendere in piazza, suggerisce lo scrittore. E unirsi alle protese del popolo che ogni 31 del mese manifesta in difesa dell’articolo 31 della Costituzione della Federazione Russa, che recita: “I cittadini della Federazione Russa hanno il diritto di riunirsi pacificamente, senz'armi, di tenere riunioni, comizi e dimostrazioni, cortei e picchetti”.
Noi “abbiamo bisogno di un’Altra Russia” , conclude Eduard Limonov facendo esplicito riferimento all’omonimo movimento di Garry Kasparov, Drugaja Rossija
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commenti
Oleg Kashin:
Oleg Kashin: http://kashin.livejournal.com/2735651.html
Ho appena ricevuto una chiamata del tutto inattesa dal leader del gruppo “Acquarium"
Boris Grebenshchikov, che mi ha chiesto di riferire a tutti il seguente messaggio:
"Sto seguendo attentamente la situazione a Mezhdurechensk e sostengo i minatori.
Muoiono, sono minacciati dai cinesi e vengono massacrati dagli OMON. I mass media tacciano ancora dopo il terzo giorno, lo trovo ingiusto e ho deciso di esprimere a loro il mio supporto. Sta accadendo tutto come nel romanzo di Gor'kiy - la polizia dello zar sta dalla parte dei capitalisti e lotta contro gli operai. E' ingiusto.
Desidero che a Mezhdurechensk e ovunque sappiano che sostengo i minatori e le loro richieste.
Boris Grebenshchikov