Gli occhi di Stalin. La cultura visuale sovietica nell'era staliniana
Luogo
Cinema, cartelloni pubblicitari, monumenti, complessi architettonici: attraverso immagini di grande suggestione si indagano le strategie che hanno contribuito a costruire il sistema sociale, politico e culturale dello stalinismo. Il particolare universo visivo istituito da Stalin - sguardo del dittatore costantemente percepito dal cittadino, grazie alle infinite riproduzioni del corpo (e degli occhi) del capo - caratterizza il ventennio che ha segnato l'affermazione del socialismo reale in Russia, gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. L'ambiguo ma decisivo binomio terrore-euforia è il filo rosso che attraversa i capitoli del libro, dedicati ai differenti ambiti in cui trova espressione il Regime.
Dal progetto della ricostruzione di Mosca ai "cantieri socialisti" del Nord, creati per addomesticare la natura; dal recupero di antiche tradizioni russe tradotte nel nuovo linguaggio sovietico alla costruzione di un "corpo collettivo" efficiente e ideologizzato, passando per mostre e parate, scatole di fiammiferi e carte di caramella.
Gli occhi di Stalin
La cultura visuale sovietica nell'era staliniana
di Gian Piero Piretto
Raffaello Cortina Editore
Ne discutiamo con l'autore del libro Gian Piero Piretto, professore di Cultura russa e Metodologia della cultura visuale all’Università di Milano.
Modera l'incontro Andrea Riscassi, giornalista Rai e fondatore dell'associazione AnnaViva.
GIOVEDI' 11 FEBBRAIO ORE 21
LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO
VIA TADINO 18, MILANO
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