«Katyn»: al Palestrina il film polacco sparito troppo in fretta dalle sale
La verità sul massacro di migliaia di ufficiali polacchi nel 1939: si diede la colpa a Hitler, invece fu Stalin
Una scena di «Katyn» MILANO - Un dramma dimenticato, quello di migliaia di ufficiali e soldati polacchi massacrati nella foresta di Katyn nel 1939 per ordine di Stalin. La responsabilità addossata al Terzo Reich, poi la scoperta, dopo il 1989. Un film che racconta questa «scomoda» verità storica. E che in Italia diventa un «caso», perché arriva e subito sparisce dalle sale. C’è chi ha parlato di boicottaggio, se non addirittura di censura. A Milano, gruppi di cittadini e associazioni si sono dati da fare per ottenerne una copia e organizzare proiezioni private. Ora l’Ufficio comunicazione della Diocesi di Milano e l’ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) hanno deciso di offrire a tutti la possibilità di vedere la pellicola del grande regista 83enne Andrzej Wajda (L’uomo di marmo, L’uomo di ferro, Danton), che sarà proiettata lunedì 23 marzo alle 21, e dal 3 aprile tutte le sere al Cinema Palestrina di Milano.
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Il Direttore Generale per il
Il Direttore Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Gaetano Blandini, ha scritto stamattina, anche a nome del Ministro Sandro Bondi, al Presidente e all’Amministratore Delegato di Circuito Cinema Spa, Alessandro Usai e Fabio Fefè, per sensibilizzarli riguardo la programmazione del film Katyn del regista polacco Wayda. Di seguito si riporta il testo della lettera.
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