Dagli scrittori russi primo schiaffo a Putin
MOSCA - Vladimir Putin compie 57 anni e invita alcuni dei più noti scrittori russi a discutere «sul ruolo della letteratura nella società, la volgarizzazione della lettura, ma anche altri problemi della vita nazionale». Ma ieri era anche il giorno in cui centinaia di moscoviti hanno ricordato la povera Anna Politkovskaja, uccisa il 7 ottobre del 2006, rendendo omaggio anche alla memoria dei 22 giornalisti uccisi negli ultimi nove anni in Russia. Coincidenza o no, alcuni scrittori disertano l´invito al museo delle Belle Arti Pushkin, forse perché ne temono la strumentalizzazione politica, alla vigilia delle elezioni locali che si terranno in Russia domenica prossima. Lo schiaffo è clamoroso: una «primizia» talmente inusitata per l´establishment putiniano che subito il fedelissimo portavoce di Putin, Dmitri Peskov, si è affrettato a spiegare i motivi di certe assenze: «O non sono a Mosca o hanno problemi di salute», ha detto, riferendosi a scrittori del calibro di Dmitri Bykov, Zakhar Prilepin, Ljudmila Ulitskaja.
Repubblica lo ha chiesto a Bykov, noto critico letterario, poeta e scrittore tra i più popolari: perché non è andato a trovare Putin? «Perché a mio parere, nel giorno del compleanno di Putin, non sarebbe stato minimamente possibile parlare di cose veramente serie e pressanti. Il dialogo tra il Potere e lo Scrittore è importantissimo, anzi, come dice Fazil Iskander (un famoso scrittore dei tempi sovietici, ndr), quando manca può portare a reciproca irresponsabilità. Il padrone di casa che invita gli ospiti in occasione del compleanno non sarà disposto a sentire critiche sui vari problemi maturati nella società russa, nella sua vita culturale, e sul tribolato rapporto tra il potere e la società, la cultura e la letteratura in particolare. Così, come non spetta a questi ospiti di "svuotare il sacco" pieno di temi non proprio lieti per chi festeggia gli anni».
Ljudmila Ulitskaja, invece, ha preferito tagliar corto: «Non ci vado e basta». Mentre Prilepin ha detto di aver respinto l´invito perché non «ho alcuna intenzione di prender parte ad una sorta di promozione». Nel sito di Gazeta.ru, Prilepin ha aggiunto: «Capisco coloro che hanno rifiutato l´invito e coloro che invece lo hanno accettato». Uno di questi, lo scrittore Alexandr Arkhanghelskij, ha chiesto al premier se intende fare un atto di clemenza nei confronti dell´oligarca Mikhail Khodorkovskij, considerato il prigioniero di regime e al centro di una vasta campagna internazionale di solidarietà. Putin ha risposto: «Tale possibilità c´è, ma il prigioniero deve pentirsi e riconoscersi colpevole. Così potrà avanzare la sua richiesta di clemenza».
LEONARDO COEN
GIOVEDÌ, 08 OTTOBRE 2009
Repubblica - Pagina 19 - Esteri
Disertata la festa di compleanno con il premier
- Login per inviare commenti
