in direzione ostinata e contraria
Massimo Bonfatti e Mondo in cammino la chiamano "l'ostinazione dell'ingerenza". Ingerenza per un potere che non vorrebbe tra i piedi degli stranieri a ricordare, a cooperare, a discutere, tanto più che questi stranieri hanno pure l'aggravante di essere dei volontari. Ma di ingerenza c'è bisogno. C'è sempre bisogno di persone che si spingano in direzione ostinata e contraria, tanto per citare l'amico De Andre'. C'è bisogno del volontariato, c'è bisogno di persone che si impegnino di consegnare al mondo una goccia di splendore.
In Caucaso uccide più l'oblio che la politica di Mosca - dice Bonfatti -. E d'altra parte la memoria è un'arma terrificante, a doppio taglio. Così il ricordo delle vittime, ora dell’una e ora dell’altra parte, sono l’unica merce di scambio nel mercato delle ideologie e delle rivendicative e reciproche accuse, unite dal collante etnico e religioso della propria appartenenza e sotto la regia attenta di Mosca.
E d'altra parte è pur vero che i parenti delle vittime sono stufi di essere “testimonial” di manifestazioni che servono solo ad esaltare la retorica del ricordo o a giustificare, per pochi attimi, il rimorso di chi ha potuto solo essere spettatore della tragedia. I parenti vogliono essere supportati nello loro denunce, in qualcosa che va al di là della semplice celebrazione, ma che da essa trae gli strumenti per prese di posizioni coerenti e per una sensibilizzazione che dal cuore si sposti al cervello.
A noi il compito di ricordare, di far ricordare, di spiegare, di fare, fare, fare...
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