Olga Grushin racconta il suo nuovo romanzo "The line"
Ecco una parte dell'intervista rilasciata dalla scrittrice russo-americana Olga Grushin a Voice of America il 12 marzo 2010 all'uscita del suo nuovo romanzo "THE LINE".
"The line" (che nel Regno Unito ha un titolo differente: "The concert ticket") è uscito a quattro anni di distanza da "La vita di sogno di Sukhanov", edito in Italia da Ponte alle Grazie e che si era rivelato un'autentica perla.
Qualora foste interessati all'intera intervista, la troverete all'URL indicato.
In un articolo di pochi anni fa fu soprannominata “la giovane leonessa" della letteratura americana: nel 2007 le venne assegnato il "Young Lions" per il suo primo romanzo, “La vita di sogno di Sukhanov" - un libro che aveva "influenzato la cultura contemporanea e la società".
Scritto in inglese "La vita di sogno di Sukhanov" è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 2006 e tradotto in quattordici lingue. Numerose sono state le recensioni d'elogio pubblicate dalle principali testate americane e inglesi: The Washington Post, Washington Times, il New York Times, Boston Globe, The Independent, Daily Telegraph. L'autorevole rivista inglese "Grant", ha inserito il nome dell'autore tra i migliori giovani scrittori degli Stati Uniti.
E in aprile, è stato pubblicato un nuovo romanzo della scrittirice russo-americana Olga Grushin, “The Line” (“The concert ticket” in U.K.). Prima dell'uscita nelle librerie, Olga ha gentilmente accettato di essere intervistata dal servizio russo di Voice of America.
Sergey Moskalev: Olga, il tuo primo romanzo è uscito con la casa editrice GP Putnam's Sons; il nuovo romanzo sarà pubblicato dallo stesso editore?
Olga Grushin: Sì, l'edizione con la copertina rigida con la stessa casa editrice, in brossura uscirà con la casa editrice Penguin.
SM: La scelta dell'editore è casuale?... Voglio dire che in realtà il primo romanzo di Nabokov "Lolita" ha visto anch'esso la luce con la casa editrice GP Putnam's Sons, una coincidenza?
OG: Mistero? (Ride) Certo, sono lusingata che i miei libri escano con la stessa casa editrice di uno dei miei scrittori preferiti, ma ho paura che si tratti di una pura coincidenza. Eppure un legame, seppure indiretto c'è: il mio editore, Marian, è di origini russe e conosce e ama la letteratura russa, la musica russa, la cultura russa in generale.
SM: Olga, di cosa parla il nuovo libro e come lo definirebbe?
OG: La trama di "Line" è nata da un episodio storico reale, il ritorno in Russia nel 1962 all'età di quasi 80 anni, di Igor Stravinskij, dopo un'assenza di 50 anni. Venne invitato a dare con un unico concerto a Leningrado. Quando la data del concerto divenne nota, le persone cominciarono a mettersi in fila per un biglietto davanti all'ingresso del teatro. Una storia stupefacente. Mi sono domandata perchè la gente aveva deciso di spendere un anno della propria vita ad aspettare in coda. Certamente perchè, piacendo loro la musica, speravano che il contatto con l'arte del genio avrebbe cambiato le loro vite... E se in realtà c'era qualcosa di più? E qual era la loro vita fuori dalla coda? Come erano i rapporti tra loro?
SM: E hai usato questo episodio nel romanzo?
OG: L'arrivo di Stravinskij mi è servito come punto di partenza, come spinta per riflettere sul tempo, sulla storia, sui desideri umani e sul ruolo dell'arte nella nostra vita, il rapporto tra la persona e l'uomo di famiglia, e le autorità, l'individuo e le masse. Per quanto riguarda il genere, direi che il romanzo è più psicologico che storico - forse anche filosofico.
SM: Perché siete interessati più al periodo sovietico che all'attualità?
OG: In quanto scrittrice mi sento attratta da temi universali. Ad esempio, “La vita di sogno di Sukhanov" può essere descritta come una storia di vite insoddisfatte, la tragedia di un uomo brillante che ha fatto la scelta sbagliata e ha pagato per questo con il suo talento. In "The line” il tema principale è la speranza: la gente la cui vita è dura e vuota, e che sogna di cambiare. Storie come queste potrebbero essere impiegate ovunque - ma ho deliberatamente scelto di avere uno sfondo sovietico, perché la storia del periodo sovietico è così drammatica, così ricco che anche la più semplice delle storie può trovare qui un'ulteriore dimensione - la dimensione della morale (per non parlare della dimensione storica). La storia del talento sprecato è divenuta una storia di tradimento e pentimento; una storia di speranza diventa una storia di coraggio, di forza dello spirito umano. In Russia, dove una parola di troppo potrebbe costare la libertà ad una persona, e talvolta anche la vita, le azioni di tutti i giorni hanno un peso particolare. In questo contesto, i soggetti diventano più chiari, più pieni, più profondi - e più interessanti, come spero, anche per il lettore.
SM: Del suo precedente romanzo, la critica aveva detto di aver rilevato un fortissimo legame con la leteratura russa. Anche il nuovo romanzo risente di questa tradizione?
OG: Una tra le critiche preferitie che ho ricevuto per per "Sukhanov", è stata proprio questa e cioè che il mio romanzo “è stato scritto da un russo, ma in inglese”. Mi ha fatto molto piacere sentire queste parole, perchè sono cresciuta nelle tradizioni della letteratura russa e mi considero in primo luogo una scrittrice russa. Credo che i miei libri risentiranno sempre l'influenza di Gogol', Cechov, Nabokov, Bulgakov, Harms, ma mi piacerebbe pensare che in "The line" sia presente anche la tradizione occidentale – Kafka, Samuel Beckett, Dino Buzzati.
SM: Molti scrittori e critici letterari parlano di "morte del romanzo" - e il dibattito continua. La sua previsione per la moda letteraria nel prossimo futuro?
OG: Certo, io vedo un sacco di ansia. Indubbiamente, il mondo sta diventando sempre più elettronico, e anche in America sono in molti a presagire la morte del romanzo - e non solo del romanzo, ma del libro in generale. Di recente ho sentito un'intervista con il famoso scrittore americano Philip Roth, che ci ha assicurato che, nel futuro verrà letti romanzi verranno letti solo da un circolo ristretto di persone come coloro che oggi leggono Omero in originale – insomma lettori ce ne saranno sempre, ma saranno una piccola cerchia di eccentrici. Mi auguro che queste fosche previsioni non si avverino. Per qunato riguarda poi le mode letterarie, si vedrà! A mei piace scrivere, e io scrivo.
- Login per inviare commenti
