PRINCIPALE TERRORISTA DI BESLAN CATTURATO
Ali Taziyev, il successore del signore della guerra ceceno Shamil Basayev ucciso nel 2006, è stato catturato nella città di Malgobek, Inguscezia. Taziyev - noto anche come Magas e come Magomed Yevloyev - era considerato il numero due del cosiddetto Emirato del Caucaso, dopo il leader dei ribelli ceceni Doku Umarov. Il merito per l'arresto di Taziyev va principalmente al presidente dell'Inguscezia Yunus-Bek Yevkurov e, in larga misura, a Vladimir Gurba, responsabile regionale del Servizio federale di sicurezza. Il suo arresto è l'ultimo di una serie di successi di alto profilo che includono la cattura di Rustamat Makhauri, al quale è da addebitare l’uccisione di alcuni cittadini russi residenti in Inguscezia, e l'uccisione di Said Buryat, ideologo ribelle.
L’arresto di Taziyev sta anche a dimostrare che nel Caucaso tutto dipende da chi è in carica. Quando il presidente inguscio Murad Zyazikov era al potere, i poliziotti antisommossa venivano uccisi per le strade e le autorità definivano le faccende come suicidi. La presenza degli FSB nella regione era limitata a solitari distaccamenti di uomini armati che sedevano in bunker di cemento armato, e che di tanto in tanto si avventuravano in Inguscezia come cacciatori in cerca di animali selvatici nei boschi, e così qualche volta capitava di uccidere dei malcapitati spacciati poi come terroristi.
Una volta diventato presidente Yevkurov, la situazione è cambiata notevolmente in meglio. Ora, le autorità uccidono solo coloro che devono essere effettivamente eliminati. Sono spietati nei loro metodi, ma leali.
La cattura di Taziyev, grazie alle informazioni che gli si stanno strappando, ha prodotto un enorme beneficio per le forze di sicurezza. Ma è anche un problema, per così dire, perché Taziyev aveva portato l'attacco terroristico alla scuola di Beslan nel 2004.
In realtà credo che Taziyev - che poco prima dell'assalto del primo settembre era stato nominato da Basayev comandante del settore inguscio sul fronte del Caucaso – abbia personalmente ordinato l'assedio di Beslan e che abbia lasciato la scena la sera del 2 settembre, il giorno prima dell’irruzione delle forze federali nella scuola. Era fuggito per salvare se stesso per le battaglie future. Per di più, credo che obiettivo principale dell’ "indagine" in seguito dedicata all’attacco di Beslan sia stato quello di nascondere il coinvolgimento Taziyev. Gli investigatori hanno sempre affermato che i 32 terroristi erano arrivati davanti alla scuola con un camion GAZ. Ma in questi mezzi non possono entrare più di 25 persone, e tutte le prove indicano che vi erano due gruppi - uno guidato da Ruslan Khuchbarov, e l'altro niente meno che da Taziyev.
Una domanda: se c’erano due gruppi, e uno è stato condotto da Khuchbarov e l'altro da Taziyev, chi era a capo di tutto? Per molto tempo dopo Beslan, non ne era stata vista neanche l’ombra di Taziyev. Le autorità federali avevano annunciato che era stato ucciso nell’assalto alla scuola e non si erano preoccupati di ammettere il loro errore nel lasciarlo fuggire. Basayev era stato attento a non fare menzione di Taziyev in modo da evitare una caccia all'uomo contro di lui. Ma, alla fine, ha rovinato tutto il ministero dell'Interno inguscio quando ha annunciato che dietro l'uccisione del vice ministro dell'Interno Dzhabrail Kostoyev c’era proprio Taziyev una versione locale del famigerato Maljuta Skuratov di Ivan il Terribile.
La storia di Taziyev segna un punto basso nel declino della professionalità delle agenzie di intelligence russe. Il successo della sua cattura sta a dimostrare che, anche nel governo di oggi, ci sono operatori dell’intelligence in grado di adempiere il proprio dovere per il loro paese per portare a termine quella che sembra essere una battaglia destinata contro l'avanzata del fondamentalismo islamico nel Caucaso . Eppure, c'è un aspetto agghiacciante di tutto questo. Nessuno dei militanti catturati o uccisi di recente - né Said Buryat nè Anzor Astemirov - era ceceno. Nessuno di loro è stato in lotta per una Cecenia indipendente. Erano tutti in lotta per l'Emirato del Caucaso.
di Yulia Latynina
16 giugno 2010
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