L'associazione Memorial se ne va dalla Cecenia
Questo quanto affermato da Usam Baisaev collaboratore di Memorial nel Nord Caucaso durante l'intervsta a Radio Svoboda.
Questa decisione è avvenuta dopo pochi giorni dalla morte di Natalia Estemirova, erede ed amica di Anna Politkovskaja.
La situazione sembra essere fuggita di mano.
Si conta che i rapimenti dall'inizio di quest'anno ad oggi siano 76, contro i 47 dell'anno scorso. Violenze e soprusi all'ordine del giorno.
I colleghi e gli amici di Estemirova accusano Kadyrov, il presidente ceceno, di essere stato il mandante dell'uccisione e proprio lui ha aperto na causa nei confronti del direttore di Memorial, Oleg Orlov, il quale è già pronto a dimostrare la legittimità di tali accuse. Poco tempo fa il presidente ceceno Kadyrov e il suo commilitone Delimkhanov hanno minacciato apertamente attraverso la televisione gli attivisti e gli osservatori per i diritti umani, definendoli acerrimi nemici dello stato della società cecena e per questo trattati alla stessa stregua dei guerriglieri, riservando loro la stessa sorte: la morte.
Nonostante il presidente ceceno da una parte stia spingendo il paese verso un "rinascimento edile", ricostruendo Groznij e altre città, rinnovando l'aspetto delle strade, dall'altra questo specchietto per allodole non nasconde altro che una sotterranea guerra di annientamento del nemico: le ong umanitarie e dei diritti umani.
Il direttore di Memorial, Orlov, ha preso queste parole come una reale minaccia per la sua vita e quella dei suoi collaboratori. Ecco perchè si è giunti a questa drastica decisione di chiudere momentaneamente l'associazione.
Traduzione di Lorenza Garbolino
- Login per inviare commenti
