Dmitri Medvedev: il lavoro di "liquidazione della gentaglia terrorista" continuerà nel Caucaso

Il presidente russo Dmitri Medvedev ha assicurato martedì 9 giugno, in occasione di una visita a sorpresa in in Daghestan qualche giorno dopo l'assassinio del ministro degli interni locale, che il lavoro di "liquidazione della gentaglia terrorista" continuerà nel Caucaso.

"La situazione resta complicata a dispetto di ciò che è stato fatto in questi ultimi anni", ha dichiarato Medvedev durante la trasferta in questa repubblica molto instabile del Caucaso russo, vicina della Cecenia. Circa 308 atti terroristici sono stati censiti nel Caucaso del Nord dall'inizio dell'anno. Questi incidenti hanno causato la morte di 75 membri delle forze dell'ordine e di 48 civili, mentre 112 "delinquenti" sono stati uccisi, ha precisato il presidente.

I canali televisivi russi hanno diffuso poco dopo delle immagini del presidente, in giubbotto blu marino e occhiali da sole, mentre visitava un centro d'addestramento dell'FSB, i servizi speciali, eesaminando le loro armi con un'aria d'approvazione. Questa visita a sorpresa ha fatto seguito all'attacco che venerdì scorso è costata la vita al ministro degli interni daghestiano.

Il Daghestan, situato tra il mar Caspio, la Cecenia e l'Azerbaijan, da vari anni è affondato in un clima di violenza a causa di certi gruppi molto attivi di ribelli ai discorsi islamisti ed ispirati dalla guerriglia indipendentista cecena. Questo assassinio è avvenuto proprio quando le autorità russe si stavano felicitando dei successi nella lotta contro le ribellioni nel Caucaso e più in particolare in Cecenia, dove Mosca ha messo fine in aprile ad una sanguinosa “operazione antiterrorista” durata una decina d'anni.