Gasati, non silenti

Sorrisi. Pacche sulle spalle. Sguardi truci, seri o ridanciani a seconda del ruolo scelto nella commedia intitolata "geopolitica del gas". Andata in scena oggi in Turchia. Attori, un ex spia sovietica, un leader islamico e un immobiliarista proprietario di tv. Guidano tre paesi importanti sullo scenario mondiale. 
Lo spettacolo di oggi si chiamava "South stream": e' l'accordo per un gasdotto che partendo dalla Russia arriva alla Turchia e all'Europa. A costruirlo Gazprom ed Eni. 
Sorrisi e spettacoli pirotecnici per mascherare l'elemento centrale di questa storia: e' un gasdotto che renderà l'Europa sempre più dipendente dal gas russo. Europa che infatti aveva studiato un altro gasdotto chiamato Nabucco. Resterà sulla carta, anche grazie agli sforzi fatti dalle aziende energetiche italiane (alleate con quelle russe) per farlo fallire.
In questi ultimi giorni Eni perde in borsa e non solo. E gli automobilisti si trovano di fronte a continui rincari alla pompa di benzina. Anche dell'Eni. 
Una sola domanda a voi spettatori di questa triste commedia: cui prodest? Chi ci guadagna? Fino a quando continueremo a socializzare le perdite e a privatizzare gli utili?
Il biglietto che paghiamo per questo spettacolo e' non solo imbarazzante ma anche troppo caro. Più delle escort e delle mignottate di cui si occupa la stampa nostrana.

Andrea Riscassi