Combatterò contro l’indifferenza, per la creazione di una società civile

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Robert Amsterdam, avvocato difensore di Mikhail Khodorkovsky, ex presidente della compagnia petrolifera Yukos e uno degli oligarchi russi più ricchi e osteggiati dallo Stato, ha pubblicato un documento per denunciare le condizioni di prigionia del suo cliente.
Sono passati quattro anni dall’ arresto per frode ed evasione fiscale, avvenuto il 23 ottobre 2003, poco più di due dalla condanna, sei sono quelli che ancora restano a Khodorkovsky da scontare in prigione.
dal maggio del 2005, data della sentenza, è detenuto nella colonia penale siberiana di Krasnokamensk YG 14/1, nella regione di Chita e a poca distanza dal confine cinese: qui, insieme a un altro migliaio di reclusi, l’ex-magnate sopravvive in condizioni disumane.
YG 14/1 è situata nei pressi di una miniera di uranio: le radiazioni presenti nell’atmosfera sono la causa dei molti casi di avvelenamento diagnosticati tra i detenuti. L’insalubrità della struttura e le pessime condizioni igieniche provocano gravi malattie quali tubercolosi, tumori, scabbia e infezioni intestinali. Edifici progettati per alloggiare 700 persone ne contengono 3000; negli stanzoni da 10 posti letto, sono stipate 60 persone che fanno a turno per dormire.
E’ buio; l’aria è pesante, umida, stagnante.
Gli indumenti per l’inverno non bastano per tutti; troppo poche le scarpe, ancora meno le lenzuola a disposizione. L’ acqua che scende dal soffitto non è quella della doccia, ma di una delle tante tubature rotte che nessuno si preoccupa di riparare.
C’è tuttavia qualcosa di particolare, evidenziato da Amsterdam nel suo documento, che rende l’incarcerazione di uno dei più acerrimi nemici di Putin un caso emblematico.
Nonostante la legge n. 73 del codice penale russo stabilisca che il condannato sconti la pena nel proprio luogo di residenza, Khodorkovsky si trova a oltre 6000 chilometri da Mosca (sei ore di volo più altre sette in macchina), dove risiede tuttora la famiglia. Non gli sono concesse telefonate.
Nel dicembre del 2005 Miša abbandona la postazione per segnalare un guasto alla macchina su cui sta lavorando: pochi minuti dopo viene accusato dagli ufficiali di ‘fuga non autorizzata dal posto di lavoro’.
Nel gennaio del 2006 alla moglie Inna viene impedita la visita al marito. La scusa? Ristrutturazione del parlatorio.
Nello stesso mese viene obbligato a 5 giorni di isolamento totale per “possesso illecito di materiale stampato non autorizzato” . Il materiale non autorizzato è una copia del regolamento carcerario, ricevuto da Khodorkovsky via mail e consegnatogli dalla guardia preposta al controllo e allo smistamento della posta elettronica. Alcuni punti del regolamento riguardano i diritti dei carcerati .
Il secondo isolamento, della durata di 7 giorni, lo sconta nel marzo del 2006. L’accusa questa volta è di “consumo di cibo in area non autorizzata”: costretto a saltare la cena, l’ex- magnate stava sorseggiando una tazza di tè durante un colloquio con gli avvocati. Il mese successivo un compagno di cella gli sferra una coltellata in faccia nel cuore della notte: le guardie carcerarie, giustificandosi di volerlo ‘mettere al riparo’, lo costringono in isolamento coatto. “Lì sarà finalmente al sicuro” spiegano.
Nel giugno 2006 Khodorkovsky sconta un isolamento di 10 giorni, avendo violato la regola che vieta ai detenuti di ‘vendere, comprare, mostrare, accettare o sequestrare cibo, merci e sostanze di ogni genere all’interno della colonia penale’. Miša aveva dimenticato di denunciare alle autorità due limone che sua moglie (malauguratamente) gli aveva lasciato il giorno precedente durante una visita. Chi conosce la costituzione ben sa che non esiste una legge che impedisca ai carcerati di disporre di effetti personali (cibarie incluse) a propria discrezione.
In quella che appare già come una farsa, Khodorkovsky non è l’unica vittima della vicenda: i suoi avvocati difensori sono soggetti a ripetuti atti intimidatori, minacce, interferenze e arresti arbitrari da parte degli ufficiali penitenziari evidentemente manovrati dal Cremlino. I colloqui con il cliente devono essere lapidari, assistiti e, ancor più significativo, avvenire esclusivamente in lingua russa.
Putin, avido di vendetta contro chi osò in passato giocare con il fuoco, non doveva sentirsi pienamente soddisfatto: nuove accuse, volte a prolungarne la pena, stanno per essere scagliate contro l’ex-magnate, colpevole di essere stato concorrente economico dello Stato oltre che diretto oppositore politico del presidente. Khodorkovsky riuscì a convertire la Yukos in un colosso del petrolio, promuovendo strategie aziendali basate su modelli occidentali di trasparenza (guarda caso, la bancarotta e la nazionalizzazione della Yukos, che fu assorbita dalla statale Rosefnet, fu annunciata il 31 luglio del 2006); denunciò pubblicamente la corruzione dei vertici dello Stato, finanziò il partito liberale d’opposizione “Yabloko” ed espresse il proprio sostegno a diverse associazioni umanitarie per la difesa dei diritti umani.
Non sorprende dunque che la stampa internazionale abbia definito il caso Khodorkovsky uno ‘show trial’: la corte federale di Losanna ha persino rifiutato la richiesta da parte della corte russa di assistenza legale, sospettando il processo di manipolazione.
Siamo di fronte a un caso in cui non tratta di stabilire l’innocenza o la colpevolezza del condannato, ma di indagare sulla correttezza delle procedure giudiziarie che, muovendo da una ‘ battaglia giusta contro l’evasione fiscale’, hanno condannato un uomo a otto anni di prigionia (di cui sei ai lavori forzati), senza un’adeguata applicazione della legge e senza riconoscimento dei diritti costituzionali.
In una lettera pubblicata dalla Novaja Gazeta Khodorkovsky scrive: ‘Il mio destino è una questione privata ed è il risultato di una vendetta personale. Nonostante questo, credo che la società moderna sia destinata ad essere tollerante, a cercare un terreno comune, a rifiutare il monopolio della verità. Noi, russi, siamo il modello di una società non moderna, una società irriconciliabile, sempre alla ricerca di verità semplici che non esistono. Ho un’attitudine pragmatica nei confronti della democrazia, penso sia una strategia governativa; senza una divisione dei poteri e l’indipendenza dei mass media tuttavia non è possibile nessun controllo e nessuna risposta ’.
E’ evidente che i meccanismi del regime dittatoriale che si pensava appartenessero ad una pagina della storia russa del passato, sono più che mai attuali: sono connotati da un volto e un nome. Costa umanamente molto leggere una continuità tra la storia personale di Khodorkovsky e una delle tante voci raccolte da Solženicyn nel suo “Arcipelago Gulag”.
Il comunicato di Bob Amsterdam deve allora essere letto come un appello rivolto a tutti coloro che, in Russia e all’estero, lottano contro la violazione dei diritti umani, l’incarcerazione degli oppositori al sistema e il boicottaggio della democrazia elettorale. Un appello a cui il mondo intero dovrebbe sentire il dovere di aderire.
Mentre dal Cremlino l’ex-agente del kgb dispensa agli elettori promesse di una rivincita totale della “Grande Madre Russia”, Khodorkovsky, dietro il filo spinato, è l’ennesima vittima di un sistema anti-democratico e fortemente totalitario.
Come lui stesso scrive in risposta ad una delle 500 lettere che riceve mensilmente dai suoi sostenitori: “[…] ‘Il totalitarismo selvaggio non proviene dall’attivismo civile, ma dall’indifferenza della maggioranza, dalla disponibilità a sottomettersi e non notare cosa sta succedendo al vicino o nell’edificio accanto. Combatterò contro l’indifferenza e per la creazione di una società civili”.
Un invito che accogliamo anche noi, perché la democrazia ( quella pura, non quella “gestita” o “controllata” di cui Putin si fa sponsorizzatore) non continui ad essere un miraggio per troppi.

La destabilizzazione mondiale che è in corso nasce prima di tutto da noi e, più in particolare ,dall'indifferenza e dall'ignoranza della società " civile " . Ciascun di noi , nel suo piccolo , è responsabile di quanto sta accadendo . Ci sono persone che , per poter vivere decentemente e non perdere ciò che hanno ottenuto in tanti anni di vita , accettano di compiere atti per conto delle società a grande capitalizzazione truffando letteralmente la gente che , per contro , è alla continua ricerca del denaro alle spese di chi non ha e non può infischiandosene totalmente del concetto supremo di "bene " e " male ". In questo contesto , dove la verità è veramente alla portata di tutti e che con un minimo di coraggio ,da parte dei singoli , sarebbe chiaramente visibile e quindi porterebbe a cambiamenti radicali ,la gente di buona cultura e di buon cuore cerca di muoversi ,cercando di non essere danneggiata fuori misura . E' noto che se è la minoranza a muoversi , questa è facilmente preda di rappresaglie , intimidazioni e quant'altro . Mi sento veramente di incitare le persone che condividono questi sentimenti con me ,di parlare con i loro simili cercando di renderli consci di quanto sta accadendo cercando di sensibilizzarli su queste tematiche che , se lasciate a stesse , porterebbero certamente a conseguenze pesantissime per tutti . E' il singolo , giorno dopo giorno , a cambiare il mondo e le società civili. Non leggete i giornali e non guardate la Tv che sono strumenti di massa pericolosissimi nati per condizionare le menti dei popoli . Per contro è importante leggere libri , avere contatti per mezzo di internet che consentono uno scambio di opinioni veloce e libero ; le nuove idee potrebbero nascere proprio utilizzando questo strumento che , se usato correttamente ,potrebbe veramente fare la differenza . E' necessario stare molto attenti , il cambiamento non può essere lento ; si sono già resi conto che i segnali di una nuova alba iniziano a essere visibili e questo li spaventa , li rende meno sicuri di se ; come conseguenza stanno cercando di spegnere l'unica fonte libera di contatto tra le persone in tutto il mondo - internet - Cerchiamo di muoverci , giorno dopo giorno e rifiutando la violenza .

In bocca al lupo a tutte le persone di buona volontà ( come sempre del resto )

Fabio

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