Ai funerali di Nina Kaucisvili
La morte di chi vive con passione, lascia dietro di sé un complesso puzzle di eredità. Ognuno nel momento del distacco prende un pezzetto di quella eredità, lunga in questo caso 90 anni. Chi ricorda la professoressa di russo, capace di appassionare alla lingua migliaia di persone (fondando l’Istituto di russo all’Università di Bergamo); chi l'amica; chi la guida scout, anzi la fondatrice del guidismo in Italia; chi l'esule georgiana, vera nomade d'Europa incappata anche nella Notte del Cristalli; chi l'attivista "politica"; chi il congiunto; chi la milanese d’adozione arrivata in Italia nel lontano 1940; chi la credente, capace di operare per l'unita' delle chiese cristiane. E chissà di quanti altri pezzi di eredità non conosco, né saprò mai. Il signore alto e anziano col Borsalino che mi sedeva di fronte nella splendida chiesa di San Vincenzo in Prato, con le mani sul volto chissà quale Nina piangeva. Ha scritto anche la sceneggiatura dei suoi funerali, Nina. Funerali lunghissimi, bellissimi, intensi, capaci di farti piangere e ridere. Ha voluto scusarsi con una sorta di lettera aperta (tra l'imbarazzo dei tantissimi concelebranti, spiazzati da una messa nella quale ancora aleggiava l'attivismo, la forza di Nina): si e' scusata per la sua impazienza, per la sua irruenza. Una scena di una forza pazzesca. Un'icona di bellezza richiamata da mons.Bottoni che ha citato Dostoevskij: la bellezza salverà il mondo. E' la prima volta che sento citato l'insuperabile scrittore russo citato da un altare di una chiesa cattolica.
Nina e' riuscita anche in questo ed e' stata indubbiamente un'icona di bellezza. Tale rimarrà nel cuore di tanti.
Ora ci lascia "con la Georgia nel cuore" come i suoi amici della diaspora hanno voluto ricordarla.
A noi che restiamo il compito di non disperdere i pezzi del puzzle, di non lasciare cadere i numerosissimi testimoni che ci ha lasciato. Buon cammino, cara Nina.
Andrea Riscassi
Milano, 5 gennaio 2010
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Milano, 5 gen. - (Adnkronos)
LETTERATURA: E' MORTA NINA KAUCISVILI, INSIGNE STUDIOSA DELLA LINGUA RUSSA
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/LETTERATURA-E-MORTA-NINA-KAUCI...
Si sono svolti oggi a Milano, nella basilica di San Vicenzo in Prato, i funerali di Nina Kaucisvili, insigne studiosa di letteratura e lingua russa, nonche' una delle maggiori storiche del mondo slavo. Residente a Milano dal 1940, aveva 90 anni. Aveva fondato nel 1968 l'Istituto di Slavistica presso l'Universita' degli Studi di Bergamo. Nata a Berlino il 20 agosto 1919 da padre georgiano e madre russa, Nina Kauchtschischwili (il cognome e' stato poi italianizzato in Kaucisvili) arrivo' con la famiglia in Italia nella primavera del 1940, fuggendo la guerra scatenata dalla Germania. Laureatasi all'Universita' Cattolica in lettere, con una tesi in filologia romanza, inizio' la carriera accademica alla Cattolica di Milano come lettrice di russo. Conseguita la libera docenza, ha insegnato all'Universita' di Bari e all'Universita' di Torino, per essere chiamata dall'italianista Vittore Branca all'ateneo di Bergamo, al momento della sua istituzione. Nel 1968 Kaucisvili fondo' all'universita' bergamasca l'Istituto di Russo, che diresse fino al 1989, poi chiamato Istituto di Slavistica. Da lei fu istituito nel 1969 anche il Seminario Internazionale di Lingua e Cultura Russa, che per molti anni fu uno dei pochi corsi estivi per l'apprendimento del russo nell'Europa occidentale. Nina Kaucisvili e' autrice di un centinaio di pubblicazioni come russista e nel corso della sua intesa vita e' stata anche una delle prime guide scout nell'ambito dell'Agi.
A Milano l'ultimo saluto alla
A Milano l'ultimo saluto alla professoressa Nina Kaucisvili
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/204292/