LE DICHIARAZIONI STRAMPALATE DEL CAPO DELLA POLIZIA DI DUBAI
Il capo della polizia di Dubai, Gen. Dahi Khalfan Tamim, di certo sa come si munge una buona storia per tutti. Sono ormai sei settimane, da quando l’agente di Hamas Al-Mahmoud Mabhouh è stato trovato morto nella sua stanza in un albergo dell'aeroporto, che la maggior parte del mondo, è arrivata a concludere che la responsabilità dell’omicidio risalirebbe a Mosad, i servizi segreti israeliani. Eppure, giorno dopo giorno Tamim continua a fare notizia.
Oggi, per esempio, avrebbe riferito che Dubai avrebbe emesso un mandato d'arresto per il primo ministro israeliano Binjamin Netanyahu e per il capo del Mossad Meir Dagan. Due giorni fa, aveva annunciato che avrebbe che Dubai aveva l’intenzione di cominciare un corso di formazione rivolto ai funzionari dell'immigrazione volto all’individuazione di fisionomie e accento israeliani, in modo da impedire ai cittadini dello Stato ebraico di entrare con passaporti di paesi terzi. Queste dichiarazioni hanno fatto seguito ad una conferenza stampa del mese scorso durante la quale si era stato detto "sicuro al 99%, se non al 100% " che dietro l'uccisione c’era il Mossad.
Il generale ha un pubblico desideroso di queste dichiarazioni ripetitive e sempre più improbabili - in particolare tra i media arabi ed europei, che godono nel criticare aspramente Israele per le azioni che i media solitamente perdonano o ignorano quando sono invece praticate da altri governi. Con un colpo interessante di jujitsu, un editoriale del London's Financial Times di lunedì ha lamentato il lassismo con cui i leader europei guardano alle violazioni di legge e ai crimini di guerra commessi a Gaza da Israele.
"Se, per esempio, a commettere l’omicidio fossero stati l’FSB Russo o i servizi libici, la discussione avrebbe preso una piega diversa», ha sbuffato il FT.
Appena un anno fa i russi hanno commesso un omicidio a Dubai. La vittima era Sulim Yamadayev, un ex generale ceceno, che è stato ucciso nel parcheggio fuori dal suo appartamento. Lungi dal cercare di mascherare il delitto, l'assassino si è lasciato dietro una pistola d'oro appartenente a Ramzan Kadyrov, il gangster che governa la Cecenia sotto l'occhio vigile di Vladimir Putin.
A suo merito, il capo della polizia Tamim ha riservato ai russi lo stesso trattamento riservato ad Israele. Nel corso di una conferenza stampa lo scorso aprile, ha indicato come autore dell’omicidio Adam Delimkhanov, un socio di Kadyrov, che è un membro del parlamento russo, e ha detto che chiederà l’intervento dell'Interpol per il suo arresto. “La Russia – ha detto - deve rispondere a tutto il mondo del suo mancato controllo su questi assassini ceceni”.
La differenza, naturalmente, è che il pubblico per la storia di un assassinio sponsorizzato dai russi a Dubai non è nulla rispetto ad un simile colpo commesso invece da Israele. Ben pochi pezzi sono stati scritti sul caso Yamadayev, nessun editoriale arrabbiato sul Financial Times. Forse è inutile dire che Delimkhanov e le altre persone sospette identificate da Dubai, non sono state arrestate nè estradate. Come Shmuel Rosner ha riassunto in un dispaccio su Slate: "Le conseguenze per gli assassini? Niente a nessuno. Per il governo ceceno? Nessuno. Per il vice primo ministro? Nessuno. Per le relazioni tra Russia e Dubai? Nulla. "
Può essere che, alla fine, anche Israele soffrirà ben poco per le offensive di Tamim. Sarà sicuramente interessante vedere se Dubai, un aspirante porto franco che sta affondando sotto suoi debiti, nel suo aeroporto inizierà a tirare in disparte i viaggiatori che riterrà somiglianti ad israeliani. Per ora, sembra abbastanza chiaro che per il resto del mondo gli intrighi del Mossad sono molto più interessanti di quelli facenti capo all'FSB russo o ai servizi segreti libici.
By Jackson Diehl
3 March 2010
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