AnnaViva dice il suo no agli accordi siglati da Roma e Mosca: "Basta legittimare chi non rispetta i diritti umani "
Incredulità. Insoddisfazione. Sconcerto. E’ con questi stati d’animo che l'associazione AnnaViva, nata in memoria della giornalista Anna Politkovskaja assassinata a Mosca nell'ottobre 2006, accoglie la notizia dei patti siglati a Villa Gernetto tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il primo ministro russo, Vladimir Putin. AnnaViva, che si batte per la democrazia, per i diritti umani e per la libertà di stampa nel mondo ex-sovietico, intende dunque esprime il proprio dissenso per l’ennesimo gesto con cui Roma continua a legittimare agli occhi del mondo intero un governo, quello di Mosca, ancora autocratico ed illiberale.
"Silvio Berlusconi è il nostro premier – ha dichiarato Matteo Cazzulani, presidente dell'associazione – e in quanto tale rappresenta l’Italia, un Paese che ha tra i suoi principi fondamentali la difesa della libertà ed il rispetto dei diritti civili. Qui essi sono osservati e rispettati, in Russia ancora no: a Mosca giornalisti liberi, attivisti dei diritti umani ed oppositori politici sono ostacolati nella loro opera se non-allineati col pensiero governativo. Ed ogni successo internazionale di Putin e Medvedev viene avvertito in Russia come legittimazione del potere da parte della comunità occidentale. Un gesto che ha fortissime ripercussioni sul piano interno, una vera e propria sconfitta per chi sulla Moscova si batte a fatica per la democrazia".
Dipendiamo dal gas russo, questo è assodato. E da oggi siamo legati a doppio filo al governo di Mosca anche sul piano del nucleare. Ma AnnaViva ritiene che Roma non possa continuare a rinunciare a sollevare la questione dei diritti umani ogni qualvolta intavoli una trattativa con Mosca, quasi ne fosse impaurita.
Secondo l’associazione, inoltre, piuttosto che promuovere una collaborazione tra Eni e Gazprom in Africa per non permettere che sia “solo la Cina ad assorbire tutte le nuove potenzialità”, come annunciato oggi dal presidente del Consiglio Berlusconi, il nostro Paese dovrebbe concentrarsi sullo studio e la ricerca di fonti di energia alternative e rinnovabili.
Da ultimo, AnnaViva dice no alla figura di Putin quale “docente dell’Università del pensiero liberale”.
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Undici domande per Vladimir Putin
"È vero che le nuove accuse a Mikhail Khodorkovsky sono basate su fonti anonime?"
"Perché la Russia non ha ratificato il trattato Energy Charter?"
Continua: http://www.ilpost.it/2010/04/26/undici-domande-per-vladimir-putin/