Mikhail Khodorkovsky: In Russia, la legge e la sua applicazione non vanno di pari passo
Il presidente Sarkozy parteciperà al forum economico di San Pietroburgo per rafforzare le relazioni economiche franco-russe. Quale messaggio vorrebbe dargli alla vigilia del suo incontro con le autorità e con i rappresentanti dell’élite dell’economia russa?
Innanzitutto, vorrei esprimere la mia riconoscenza sia al presidente Sarkozy, sia a Bernard Kourchner per aver seguito da vicino gli sviluppi del mio processo, come è stato ricordato in aprile anche da François Zimeray (ambasciatore francese per i diritti dell’uomo) in occasione della sua partecipazione ad una delle udienze del mio processo. Il 2010 è un anno particolare: è l’anno Francia-Russia, e la Francia sarà l’ospite d’onore a San Pietroburgo. Si tratta di un’occasione unica per lo sviluppo delle relazioni economiche tra i due paesi. Tuttavia, gli imprenditori francesi dovrebbero rendersi conto del fatto che gli investimenti in Russia possono diventare preda di attenzioni sgradite da parte di burocrati corrotti. Come ha recentemente ricordato il Presidente Medvedev, la corruzione impregna la società russa ad ogni livello. La giustizia in Russia non è indipendente. Nell’ambito degli affari, è ormai una prassi comune il ricatto portato avanti utilizzando le forze di polizia e gli organi giudiziari.
Numerose aziende francesi progettano degli investimenti in Russia. Quali sono i Suoi consigli e i suoi suggerimenti? Secondo Lei, dovrebbero essere particolarmente cauti, e per quali motivi?
In aggiunta a quanto ho già spiegato, raccomanderei loro di rendere il loro investimento il meno allettante possibile agli occhi di coloro che vorrebbero appropriarsene. E direi loro di non contare sulla legge per difendere i loro diritti. La legge e la sua applicazione, in Russia, non vanno di pari passo. Le promesse di un funzionario, anche di quello di più alto grado, non verranno mantenute, se mantenerle dovesse rivelarsi svantaggioso. Pertanto- mi sento di consigliare la massima cautela, e una valutazione attenta dei rischi fatta tenendo conto delle realtà russe.
Qual è la lezione che gli investitori stranieri dovrebbero trarre dalla storia della “Jukos”?
La prima lezione è, ovviamente, il mancato rispetto del diritto alla proprietà. Questo diritto non venne rispettato nel 2003, quando la Jukos venne attaccata e venne successivamente suddivisa tra gli oligarchi vicini al Cremlino. E non viene rispettato ancora oggi. Il rispetto del diritto alla proprietà prevede innanzitutto un’applicazione incondizionata delle leggi, in primo luogo, da parte delle autorità. Ma questo in Russia si verifica di rado.
Il mese scorso ho intrapreso uno sciopero della fame per attirare l’attenzione del presidente Medvedev su questo problema. Ovviamente, le possibilità che il Presidente Medvedev si batta per il rispetto delle leggi sono limitate, soprattutto data la presenza di burocrati corrotti ad ogni livello dell’organizzazione statale. Ciononostante, il Presidente ha reagito in modo concreto al mio appello.
Lei ha chiesto al direttore della Total di testimoniare al suo processo. Perché? Se dovesse accettare, quali sarebbero le domande che Lei e i Suoi avvocati vorreste porgli?
I direttori dei maggiori gruppi del settore energetico, compreso il direttore della Total, potrebbero confermare senza esitazione che i loro acquisti di petrolio alla Jukos avvenivano nel totale rispetto delle normative che regolano il settore. Potrebbero confermare in qualunque momento di aver sempre ricevuto il petrolio che acquistavano a tariffe di mercato. Come Lei sicuramente già saprà, mi si accusa di aver sottratto l’intera produzione di petrolio della Jukos per diversi anni. Adesso, questo petrolio è stato prodotto, registrato, venduto e consegnato ai clienti della Jukos! E’ evidente che le accuse che vengono rivolte a me e al mio socio Platon Lebedev sono assurde ad un punto tale che neanche il procuratore è in grado di formularle con chiarezza. Vorrei che il Presidente della Total intervenisse con queste dichiarazioni, come ha fatto in aprile l’ex premier russo Michail Kas’janov. Vorrei sottolineare, inoltre, che non vi è assolutamente nulla di personale nei confronti dei presidenti dei grandi gruppi petroliferi, e che questa mia richiesta non ha alcunché di politico.
Lei ha chiesto anche a Putin di intervenire come testimone al suo processo. Per quale motivo? E se intervenisse come testimone, quali sarebbero le domande che Lei e i Suoi avvocati vorreste porgli?
Il tribunale si è opposto alla convocazione di Putin, pertanto, non sapremo mai chi continua tuttora a fabbricare deliberatamente delle accuse false nei miei confronti a quasi sette anni dal mio arresto.
Quali sono i maggiori ostacoli al miglioramento del clima per gli investimenti in Russia? Igor Shuvalov, il vice-premier, ha affermato di volersi impegnare per migliorarlo. Quali sono le misure che il Governo dovrebbe introdurre?
Il Governo dovrebbe decidere se per lui è più importante la capacità della Russia di attirare gli investimenti o gli interessi dei burocrati corrotti. Finora, le decisioni del Governo non lasciano spazio all’ottimismo.
La crisi economica cambierà l’economia russa? Ritiene che la ristrutturazione e l’estinzione del debito da parte degli oligarchi abbia provocato una ridistribuzione della proprietà a favore delle banche di Stato?
Al giorno d’oggi, la proprietà privata in Russia non viene difesa. Di fatto, non esiste. Al suo posto vi è un sistema simile a quello feudale, in cui il signore cedeva ai suoi vassalli un piccolo appezzamento di terra. Per questo, la questione non ha senso. Un utilizzatore sostituito da un altro utilizzatore. Sempre che questa sostituzione sia effettivamente avvenuta…
Lo Stato vorrebbe creare a Skolkovo una Silicon Valley russa. Lei crede in questo progetto? Quando tornerà in libertà, le piacerebbe far parte di questo progetto? La Jukos aveva fama di essere una compagnia petrolifera molto moderna: non crede che la Sua esperienza potrebbe essere sfruttata per questo progetto?
Ritengo che il progetto riguardante Skolkovo sia estremamente interessante. Lo immagino più ispirato ad Harvard che alla Silicon Valley. Ad ogni modo, questo progetto ha un’importanza enorme per il mio Paese. All’interno della Jukos avevamo un progetto analogo, anche se in scala minore, e credo che ai nostri specialisti verrà chiesto il loro contributo.
Quando verrà rimesso in libertà, lascerà il Paese? Lei aveva affermato che le piacerebbe lavorare nel campo del risk-management e delle energie rinnovabili. Queste Sue parole sono ancora valide?
Non ho intenzione di lasciare il Paese, e per quanto riguarda le fonti di energia alternative (o meglio, le nuove fonti di energia), restano sempre uno dei miei principali interessi.
Quando Dmitry Medvedev è stato eletto Presidente, Lei si pronunciò sulle sue capacità di cambiare il Paese “con un cauto ottimismo”. Dopo due anni, ha constatato qualche cambiamento positivo in Russia? E’ soddisfatto dell’opera di modernizzazione portata avanti dal Presidente?
Senza dubbio, vi sono stati dei cambiamenti. La classe politica ha iniziato a dare dei segnali di apertura e di modernità. Tuttavia, pare che i poteri reali di Medvedev non siano sufficienti per portare avanti quei cambiamenti lungamente attesi. La burocrazia corrotta si oppone con successo alle sue iniziative.
Tra i compiti di Medvedev vi è anche la lotta alla corruzione. Ritiene che le misure e le leggi da lui introdotte in questo ambito siano soddisfacenti? Quali consigli vorrebbe dargli?
Medvedev ha ben compreso il problema, ma il potere in Russia è estremamente personalizzato, e nessuna legge può funzionare lasciando in carica le stesse persone. E non si è certi del fatto che Medvedev abbia davvero il potere di sostituirle con persone scelte da lui. La soluzione al problema passa proprio da questo.
Quale decisione si aspetta per l’affare del “Fond Ermitazh”? Il Presidente Medvedev sa che questa decisione potrebbe avere le stesse ripercussioni sul clima degli investimenti avuta dall’affare “Jukos”?
Non saprei. La decisione deve essere equa e presa nel rispetto delle Leggi. Anche per coloro che hanno violato numerose leggi e hanno causato la morte di un giovane. Il mio caso ha dimostrato che era possibile mettere in prigione un uomo sulla base di accuse false per raggiungere altri scopi. Nel mio caso, screditare un oppositore politico e appropriarsi dei miei beni. E proprio poiché in questo caso la legge è stata violata impunemente, questo potrebbe ripetersi. E quindi mandano in prigione un uomo, lo lasciano morire, e tutto affinché non possa disturbare coloro che sottraggono i fondi statali.
Le recenti manifestazioni in varie città della Russia dimostrano che l’insoddisfazione nel Paese è in aumento. Ritiene che questo malcontento sia una minaccia alla stabilità della Russia o, al contrario, la possibilità di creare una nuova, reale, società civile?
Considero assolutamente normale e positivo che i cittadini difendano i loro diritti con delle azioni pacifiche. Il mio sostegno morale va costantemente a coloro che difendono le libertà e i diritti sanciti nella Costituzione.
Spera ancora in un verdetto di assoluzione? Tale verdetto sarebbe da considerare come il risultato di una decisione giudiziaria indipendente o avrebbe un significato politico? Le sono stati proposti degli accordi?
Non mi è stato offerto alcun accordo. Non credo neanche all’indipendenza del giudizio della corte, dato che nel corso del processo il giudice ha agito diverse volte violando la legge. Il tribunale si è rifiutato di reclamare le prove nascoste dall’accusa che si trovavano in possesso del Procuratore e in seguito ha chiesto una proroga del tutto illegale del mio arresto, per la quale ho intrapreso uno sciopero della fame.
Nel complesso, nei documenti non vi è alcuna prova che dimostri che i fatti incriminati siano stati commessi. Quando il procuratore ha chiesto di dimostrarli, si sono rifiutati, e il giudice si è limitato a fare spallucce e a continuare questa farsa.
Ma la mia partecipazione al processo mi ha dato una tribuna dalla quale mostrare alla società l’uso del sistema giudiziario da parte della classe politica per combattere i propri oppositori, i crimini contro la giustizia commesi da un tribunale e da dei procuratori, il fallimento della riforma giudiziaria. Tutto questo prima o poi dovrà cambiare.
Pare che una richiesta di grazia al Presidente presupponga il Suo dichiararsi colpevole. Lei sarebbe pronto a fare questo? Quali altri metodi potrebbe utilizzare per riottenere la libertà?
Non mi assumerò mai la responsabilità di crimini che non ho commesso. Inoltre, la Costituzione Russa afferma che l’ottenimento della grazia presidenziale non è legata all’ammissione della colpa da parte di colui che la richiede.
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