Perché Skolkovo non è la California
Perché è stata l’Europa a scoprire l’America, e non la Cina?
A questa domanda ci sono due risposte. La prima è che l’America l’ha scoperta la Cina. Nel 1421-1423 la flotta del braccio destro dell’imperatore Zhu Di, l’eunuco Zheng He (tra l’altro, musulmano), doppiato il Capo di Buona Speranza, si è addentrata nell’Oceano Atlantico, viaggiando dal Mar dei Caraibi alla Patagonia.
Ma al ritorno della flotta, il vecchio imperatore morì, cadde il gruppo degli eunuchi, e i nuovi poteri vietarono i viaggi per mare: equipararono l’esportazione di merci dal paese al tradimento, venne dato fuoco ai disegni delle navi e vennero persino tolti dagli archivi statali le annotazioni sui viaggi della flotta, in quanto fantasticherie nocive e inutili per i sudditi.
In Cina lo stato era unico. L’imperatore Zhu Di ha scoperto l’America, ma l’imperatore Zhu Gaochi l’ha ricoperta. In Europa gli stati erano molti. Colombo ha offerto i propri servizi a cinque governi europei e al sultano turco: l’hanno mandato tutti via, tranne gli spagnoli.
La prima lezione di questa storia è molto semplice: quando uno stato si occupa di scoperte mediante procedura centralizzata, la probabilità di errore è molto alta. Per una decisione di un imperatore la Cina, più avanzata, e non solo tecnicamente, dell’Europa, ha pagato con secoli di isolamento. In Europa la reciproca concorrenza degli stati ha portato ad un’epoca di scoperte geografiche.
D’altronde la seconda lezione di questa storia è di gran lunga meno evidente e più terribile. Il fatto è che l’imperatore Zhu Gaochi ha avuto, in sostanza, del tutto ragione nel proibire le scoperte geografiche. Per capirne la ragione, bisogna chiarire in che cosa consistesse la flotta di Zheng He. Come qualsiasi provvedimento statale, era una flotta imponente, assolutamente disastrosa per lo stato. Ogni naviglio era costituito da dieci navi, delle “tesorerie galleggianti”, sulle quali si passava per un boschetto di teak. Il timone di ognuna di queste navi era quasi della lunghezza di tutto lo scafo delle caravelle di Colombo. Lo scafo diviso da paratie stagne è stato inventato dai cinesi mille anni prima degli europei e veniva fabbricato con il teak; era ricoperto da un triplo strato di assi, spazi che venivano rivestiti con una vernice molto costosa di olio di Tung e di pania. A bordo dei navigli c’erano 180 (!) medici, per non parlare degli intagliatori su pietra, degli artigiani e persino delle concubine, chiamate per tener buoni i capi del viaggio.
La resistenza di queste navi era fantastica: potevano cozzare contro un iceberg e non affondare; a bordo non c’era lo scorbuto, perché i saggi medici alimentavano i marinai con germogli di soia e frutta fresca, ma non si doveva parlare di pionieri della generosità. A bordo c’erano merci preziose, seta e porcellana, che venivano consegnate nelle terre appena scoperte, perché così faceva la Grande Potenza! Si sta parlando del braccio destro dell’imperatore cinese, e non di poveracci europei che mangiavano pane nero secco, che si annegavano per qualsiasi tempesta e si davano al saccheggio appena sbarcati a riva.
Ovvio che dal punto di vista dello Stato i cinesi erano assolutamente nel giusto. Perché costruire barchette che poi affondano con una tempesta? Costruiamo un “deposito di tesori galleggiante” in grado di resistere a un tifone. Perché depredare le terre appena scoperte? Perché ammalarsi di scorbuto?
Il problema consisteva nel fatto che tutte queste riflessioni dello Stato portavano alla costruzione di navigli, la cui spesa per l’alto livello di confort rispetto all’epoca non era coperta.
Paradossale, ma la decisione dell’imperatore Zhu Di di costruire flotte gigantesche e quella del figlio di bruciarne i disegni non erano due diverse politiche, ma due varianti della stessa politica. Politica che lo Stato, ma non il solo, piccolo Colombo, giudica necessaria per tutti.
La storia delle flotte cinesi si è ripetuta molte volte nel corso della storia. Per esempio, quando Chruščëv ha piantato granoturco. Il granoturco è cosa meravigliosa, e i coltivatori diretti americani ci hanno guadagnato miliardi. Ma quando la decisione di piantare il granoturco non la prendono i coltivatori diretti, ma i burocrati, succede quello che succede.
Oggi la storia della Flotta d’Oro si ripete a Skolkovo. Il Cremlino ha fatto la sua Silicon Valley e ne ha messo a capo lo Zheng He russo: Viktor Veksel'bergv.
Ma dite, chi è il capo della Silicon Valley americana?
Innanzitutto, è evidente che la probabilità di fare scelte d’investimento sbagliate in presenza di un unico capo è indubbiamente più alta che in una situazione in cui ognuno si presenta come capo e prende una decisione. In secondo luogo, e questo è di gran lunga meno evidente e più importante, qualsiasi scelta d’investimento presa dallo Stato in tali circostanze sarà sbagliata.
In quanto in una simile situazione qualsiasi investimento sarà basato non sulla logica di Colombo, ma su quella di Zhu Di. La logica di Colombo è molto semplice: abbiamo pochi soldi, quindi salpiamo sulla barchetta: mangeremo pane nero secco e per strada affogheremo. Diversa la logica statale: sfruttiamo il denaro di cui abbiamo bisogno, costruiamo una nave sicura, mettiamoci su concubine, falegnami e persino fiori che innaffieremo con acqua dolce.
Non ho dubbi che i costi della maggior parte dei progetti di Skolkovo, per esempio quello del cloud computing, si ammortizzeranno. Perché no? All’inizio lo Stato finanzierà tutto come si deve, incluso il triplo strato di vernice e le cabine
delle concubine. Poi i progettisti spareranno un prezzo esorbitante, sufficiente per i tre strati di vernice. Poi alle grandi compagnie diranno: per cortesia, comprate i servizi di cloud computing, altrimenti non verranno coperte le spese…
Ecco quale relazione poco chiara si avrà con l’innovazione.
Julia Latynina 25.06.10
Traduzione di Cristina Zappala
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