Uscita dall’inferno. La madre del soldato ha sottratto all’unità il figlio e due suoi colleghi.
A Ekaterinburg la madre di una delle reclute è stata costretta a sottrarre all’unità il figlio e due suoi colleghi. L’ha comunicato il 10 giugno Radio svoboda.
Giunta dall’Oblast' di Kurgan all’unità militare numero 61423, la donna ha trovato il figlio e i due compagni con il cranio fracassato, con bernoccoli e ematomi. Secondo le parole del soldato, la metà della loro compagnia, costituita da cento uomini, è stata mutilata.
Si sa che uno dei giovani si chiama Danila. Proprio lui ha informato la madre che vengono picchiati sulla Piazza d’Armi per la minima colpa e non vengono nutriti per giorni. Secondo le sue parole, il capo della compagnia era direttamente in schieramento quasi ogni giorno – per un’etichetta dello zaino cucita male, per una lama male affilata. Lo stesso Danila una volta è stato picchiato con un fucile lanciagranate.
La donna ha preso con sé tre reclute e si è recata all’ufficio del procuratore militare di Kurgan. Per gli episodi di scherno è stata avviata una causa penale. Ora indaga l’ufficio del procuratore di Ekaterinburg.
Il capo del comitato delle madri dei soldati di Ekaterinburg Marina Lebedeva ha dichiarato alla stazione radio Ekho Moskvy (L’eco di Mosca) che le informazioni sul pestaggio necessitano di una verifica scrupolosa. Attraverso il comitato delle madri dei soldati, la madre della vittima è stata messa in contatto con gli organi locali di difesa dei diritti dell’uomo e con la polizia per un veloce esame del caso.
Teniamo a mente che secondo le informazioni dell’Unione dei comitati delle madri dei soldati, al quale è stata data voce durante la conferenza stampa del 18 aprile, più del quaranta percento delle reclute necessita di un ricovero in ospedale e sono in possesso di necessari documenti medici sullo stato di salute.
Ma gli esperti del centro benefico Sostradanie alla tavola rotonda del 23 giugno hanno indicato che la riduzione del periodo di servizio fino ad un anno non cambia la situazione del nonnismo nell’esercito. Hanno notato che tutte le violenze si sono verificate nei primi tre mesi di servizio.
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