L'ASSOCIAZIONE ANNAVIVA RICORDA LA STRAGE DI BESLAN

Sei anni sono passati dal tragico sequestro nella Scuola n.1 di Beslan, nell'Ossezia del nord.
Delle 332 persone uccise, 186 erano bambini.

Degli 800 che scamparono alla morte per miracolo, tanti sono rimasti orfani e tanti mutilati.
In uno dei giorni più movimentati dell'anno - l'inaugurazione dell'anno scolastico- 1200 persone tra alunni, insegnanti e genitori furono assaliti da un commando di 32 uomini armati (estremisti islamici o separatisti ceceni) e tenuti in ostaggio per due lunghissimi giorni in una stanza di 25 metri per 10 senza cibo né acqua.
Poi due esplosioni, morti e feriti. Ad Anna Politkovskaja, sul volo diretto a Beslan, fu servito del tè avvelenato, in seguito al quale perse i sensi e si risvegliò in un letto di ospedale.

Chi è colpevole della strage? Chi ha pagato per le vittime?

Le domande poste dai parenti delle vittime non hanno mai ricevuto risposta; gli appelli, le richieste accorate di fare luce sull'accaduto sono rimaste inascoltate dal governo russo.

Beslan resta una voragine aperta nella pagina della giustizia russa.

Annaviva si unisce nel ricordo delle vittime a tutte le persone, singoli cittadini, associazioni e organismi internazionali che chiedono che venga fatta giustizia sulla strage di Beslan .