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"12" by Nikita Mikhalkov

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Nikita Michalkov, amico tra i nemici.
Tempo fa ho letto una notizia secondo la quale il film "12" del regista russo Michalkov - opera vincitrice di un Leone speciale alla scorsa Mostra del cinema di Venezia- era stato proiettato nella Dacia di Putin alla presenza del regista, di alcuni attori, dello stesso Putin e del presidente ceceno filo-russo Ramzan Kadyrov e il presidente dell'Inguscezia Murat Ziuzikov.
In altre occasioni, poi, il mio amico Michalkov non è mancato di apparire in compagnia del s.d. Presidente Putin.
E questa "amicizia" tra il regista ed il Presidente mi ha ferito. E' stato come un tradimento, capite?
E' come se un giorno scopriste che il vostro migliore amico, con il quale condividete i film preferiti, la passione politica, la stessa squadra di calcio (per es. la lazio), beh scopriste che questo vostro amico tutti i venerdi sera va a farsi regolarmente una birra con un tizio che voi invece detestate e che per di più è romanista, fascista, razzista...insomma uno che vi sta tremendamente sui coglioni!
Ma io ogni tanto mi fermo anche a pensare e poi ho anche una discreta memoria...così mi sono ricordato di due personaggi vissuti nel secolo scorso: lo scrittore Bulgakov e il dittatore Stalin.
Beh, il compagno Stalin non fu certo un santo (diciamo che è stato un gran figlio di p... -pace all'anima sua-) e non mancò di mettersi in mostra, facendo trucidare o, più semplicemente, mandando al confino, coloro che la pensavano in modo diverso da lui, senonchè...
...Senonchè capita poche volte nella storia, ma capita, che questi super-cattivioni a volte si blocchino...non so come spiegarvelo, ma capita che non riescano a prendersela con alcuni soggetti...deve trattarsi di una sorta di soggezione.
Si, secondo me Stalin provava soggezione nei confronti di Bulgakov: si sentiva inferiore a Bulgakov, al suo genio, alla sua arte e, per paura che qualcuno se ne avvedesse, si comportò con il Maestro in modo completamente diverso da quel che ci si sarebbe aspettati.
Il 28 marzo 1930 Bulgakov fu costretto a chiedere al governo dell’URSS l’autorizzazione ad abbandonare il proprio Paese, "avendo davanti a sé soltanto la miseria, il vagabondaggio e la morte". Il 18 aprile dello stesso anno Stalin telefonò personalmente a Bulgakov e tra i due ebbe luogo la seguente conversazione, fedelmente trascritta dalla moglie dello scrittore:
Stalin: "Abbiamo ricevuto la sua lettera. L’ho letta insieme ai compagni. Riceverà una risposta favorevole. Ma non mi sembra il caso di lasciarla partire per l’estero. Dica, le siamo venuti così a noia?"
Bulgakov: "Negli ultimi anni ho molto riflettuto se uno scrittore russo possa vivere fuori dalla propria patria, e mi sembra di no".
Stalin:"Lei ha ragione. Lo penso anch’io. Dove vuol lavorare? Nel Teatro dell’Arte?"
Bulgakov:"Si, ma quando ne ho parlato, mi è stato opposto un rifiuto".
Stalin:"Presenti una domanda. Credo che acconsentiranno…".
La promessa fu mantenuta, Bulgakov fu chiamato a collaborare col teatro dell’Arte e poi con altri complessi teatrali. Divenne un uomo prudente, imparò l’arte di dire le cose senza affermarle drasticamente.
Capite, cosa voglio dire?
Ho compreso che l’amico Michalkov non mi ha tradito. Ma andate a vedere il film “12” e capirete cosa intendo dire… Putin/Stalin Michalkov/Bulgakov (sinistre assonanze, vero?)…Putin prova soggezione nei confronti di Michalkov, dell’arte di Michalkov.
Nikita ha imparato da Bulgakov (e da cittadino dell’ex URSS) l’arte di dire le cose senza affermarle drasticamente, ma le dice, ce le dice, eccome!
“12” è un film nel quale si condensano tanti temi: la denuncia dello stato di corruzione in cui versa tutta la società russa dalla base ai vertici; il superficiale e stupido pregiudizio razziale; e soprattutto la paura per la verità, per la giustizia…già perché oggi in Russia, come un tempo in URSS, si ha paura che la verità, la giustizia possano arrecare molto più danno, per se stessi e per il prossimo, rispetto ad una più comoda non-verità.
No, Nikita non è amico dei nemici. Ancora una volta Michalkov è solo e solamente un artista libero e straordinariamente intelligente!
Massimo Ceresa

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