MORTO SOLGENITZIN (PUTIN E MEDVEDEV, NELL'ORDINE, SONO TRISTI)
La Russia piange la morte
di Alekrandr Solgenitzin, lo scrittore dissidente che denuncio'
gli orrori del regime sovietico. "E' una perdita pesante per
tutta la Russia", ha commentato in una nota il primo ministro
Vladimir Putin. "Siamo fieri che Aleksandr Isayevich
Solgenitzin sia stato un nostro concittadino e un nostro
contemporaneo. Lo ricorderemo come una persona forte,
coraggiosa e con un'enorme dignita'", ha affermato l'ex capo
del Cremlino. Un messaggio di condoglianze e' arrivato anche
dal presidente Dmitry Medvedev.
Un altro ex presidente, Mikhail Gorbaciov, ha sottolineato
il debito che la Russia avra' sempre con l'autore di
"Arcipelago Gulag", deceduto all'eta' di 89 anni. "Fino alla
fine dei suoi giorni ha combattuto affinche' la Russia non solo
si distanziasse dal suo passato totalitario ma si desse anche
un degno futuro, gli dobbiamo molto", ha affermato l'ideatore
della "glasnost" e della "perestroika". "Come milioni di suoi
concittadini - ha aggiunto - ha vissuto un'epoca difficile e fu
uno dei primi a parlare a piena voce della disumanita' del
regime stalinista e delle persone che ne soffrirono senza
piegarsi. Il suo lavoro ha cambiato la coscienza di milioni di
persone".
Per Nicolas Sarkozy, il Nobel per la letteratura del 1970
fu "una delle piu' grandi coscienze del XX secolo" che
"appartiene al pantheon della storia mondiale". "La sua
intransigenza, i suoi ideali e la sua vita lunga e intensa ne
hanno fatto l'eroe di un romanzo, un erede di Dostojevski", ha
affermato il presidente francese.
La vedova, Natalya, che sta lavorando alla pubblicazione
completa dei lavori di Solgenitzin, ha dichiarato che quella di
Aleksandr e' stata "una vita difficile ma felice".
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