L aggressione russa vista da vicino Schengen

Gdańsk - La recente escalation militare in Ossezia del Nord ha scosso non poco l opinione pubblica Polacca. Nella vivace Gdańsk l argomento del conflitto russo-georgiano e le riflessioni a riguardo sono diventate il tema principale persino delle conversazioni nelle Kawiarny (caffetterie) e nelle Piwnice (birrerie). Ovviamente da qui risulta piu chiaro come l azione militare russa non sia nient altro che un vero e proprio attacco ad un paese indipendente, sovrano e, per giunta, filooccidentale. Sia la Gazeta Wyborcza che il Dziennik -i due maggiori quotidiani del paese- parlano di "Aggressione Russa", de facto descrivendo la situazione per quello che e: la russia ha aprofittato dell inizio delle olimpiadi per sistemare una volta per tutte la "Questione Georgiana" che ormai da troppi anni vede il Kremlino intimorire Tbilisi, rea di aspirare all occidente ed alla NATO. La Georgia e paese amico ed alleato della Polonia. Warszawa ha stabilito l apertura di un corridorio per il rimpatrio dei polacchi che abitano in Georgia. La gia citata opinione pubblica (piu volte saggiata dal sottoscritto con incessanti domande e lunghe conversazioni) nel complesso non ha dubbi nel considerare tale azione militare come l ennesima reazione della russia volta a punire uno degli stati confinanti che osa sottrarsi all influenza dell aquila bicipite. Politologi polacchi concordano nel bisogno da parte della "Triade di Weimar" (Polonia, Germania e Francia) di supplire all assenza dell UE nella collaborazione con gli USA al fine di cercare una mediazione per ristabilire la situazione territoriale precedente al 6 agosto, ovvero il ritiro delle truppe russe dall Ossezia Meridionale -territorio georgiano e non russo!-. Ad esso, si aggiunge in questi giorni la notizia sull intenzione di Mosca di installare un proprio scudo antimissilistico in Bielorussia e nella enclave di Kaliningrad rivolto, ovviamente, verso occidente, Polonia in primis. Ad aumentare la tensione, l annuncio della visita di Medvedev in settembre in Polonia per cercare una soluzione alla questione della presenza di truppe navali militari russe a nord del golfo di Gdańsk in acque polacche ed internazionali. La preoccupazione e, dunque, palpapile in questo paese che, fortunatamente tradizionalmente impegnato a sostenere quei paesi che ambiscono ad un integrazione con l occidente -ovvero col mondo libero-, confina direttamente con la Federazione Russa proprio a pochi kilometri da qui.. Preoccupazioni simili e sostegno alla Georgia e pervenuto anche da Lituania e Lettonia. Stupisce la debole posizione dell Unione Europea, ancora una volta colpevolmente noncurante di cio che avviene ai suoi confini orientali.