La fine dei pregiudizi, di Michael Sontheimer , 9/2008

L'allargamento dell'EU e la fine dei controlli alle frontiere mostrano i loro risultati: gli abitanti della città polacca di Stettino stanno portando ai poveri pomerani nuova prosperità.
Lothar Meistring, sindaco della città di Löckniteiz, che con poco più di 3000 anime si trova nella parte nord orientale dell'odierna Germania, così afferma “o ci consideriamo come la parte finale della Germania, o come parte iniziale di una grande città”. Egli parla di Stettino, che per l'appunto comincia a 19 km più ad est di Löcknitz.
La città polacca, con più di 400.000 abitanti, possiede il secondo porto marittimo più grande della nazione e sempre da qui partono voli diretti verso Londra e Dublino. “Senza Stettino”, conferma il sindaco, “noi staremmo nel culo del mondo, se posso parlare schiettamente”.

Lothar può dirlo e a buon ragione, perché la situazione nella comunità di Uecker-Randow si può descrivere solo con termini drastici. Essa appartiene alle zone più povere di tutta la Germania. Negli ultimi anni la dimenticata regione ha fatto notizia per la sua disoccupazione latente, un'emigrazione forte e costante e la fiducia data costantemente al partito nazionaldemocratico tedesco (NPD, di estrema destra). Tutt'ora il tasso di disoccupazione resta al 20%.
Eppure Löcknitz è diventata un piccolo miracolo. "La retrocessione che sembrava inarrestabile è terminata", afferma orgoglioso il sindaco. La svolta si deve all'ingresso della Polonia nell'EU. Da quando i controlli alle dogana sono spariti, Löcknitz ed i comuni limitrofi hanno conosciuto una nuova fioritura. Lothar Meistring può menzionare cifre insolite: ancora due anni fa nella sua città vivevano 3000 persone, ora 3226.
Meistring viveva qui già prima della caduta del muro, quando 40000 soldati erano collocati nella regione. Visse sulla sua pelle il crollo economico e sociale, vide i giovani emigrare, in particolare le donne e la gente istruita. Per molto tempo sembrò che la luce si sarebbe completamente spenta a Löcknitz, fino a quando l'estensione dei confini dell'EU ai paesi dell'est nel maggio 2004 non dettero la possibilità ai polacchi di muoversi liberamente in Germania.
Quando Meistring guarda dalla finestra della stanza d'ordinanza del comune, la sua vista cade su di un classico “casermone” sovietico.
Per altri sindaci della Germania dell'est questi relitti della DDR sono una palla al piede, a Pasewalk essi dovettero essere tutti demoliti, perché impossibili da affittare. Non così a Löcknitz.
Le società immobiliari di gestione degli alloggi vanno bene come mai prima. "I nostri 1300 appartamenti sono tutti affittati”, si rallegra Maria-Theresia Odendall, dirigente dell'agenzia.
Sono i polacchi dalla città del miracolo Stettino, che nella regione più povera della Germania provvedono a nuova linfa vitale. All'inizio del 2005 erano 35 i polacchi che avevano preso domicilio a Löcknitz, un anno dopo 97 e all'inizio del 2007 già 210. Nei 13 settori delle funzioni d'ufficio di Löcknitz-Penkun si sono già insediati ben 600 Polacchi.
Fino a dieci al giorno fanno richiesta presso le agenzie immobiliari. Per l'assistenza ad essi Odendall ha assunto un polacco; il sito Web è disponibile in entrambe le lingue. "Qui domina uno spirito d'intraprendenza come quello che si respirava dopo la Svolta”, dichiara la manager.
Tanto più che i polacchi non arrivano solo come affittuari. Comprano case e costruiscono aziende, mandano i loro figli nelle scuole tedesche. Il motivo principale di questa immigrazione è ancora dovuto al mercato immobiliare separato. "Da noi", afferma un'infermiera di Stettino che vuole emigrare all'ovest, "gli affitti non sono molto più alti, ma bisogna aspettare anni." Inoltre gli appartamenti tedeschi sono in condizioni migliori, continua, "tutto ha un aspetto migliore."
La maggior parte dei polacchi emigranti apprezzano le tradizionali virtù tedesche. Con le forze pubbliche, sottolinea l'infermiera, si sa come regolarsi. C'è meno criminalità e corruzione rispetto a casa propria. Lei ed altri immigranti di Stettino appartengono al ceto medio, ma accanto a loro si trovano anche persone benestanti, come il dirigente della filiale di McDonald's nella città limitrofa.
Nella scuola elementare di Löcknitz sono stati accolti in autunno 13 bambini polacchi. Dopo molti sforzi il sindaco Meistring è riuscito a inserire un corso supplementare per aiutare questi bambini. Ora sta tentando di procurarsi circa due milioni di euro per la costruzione di un nuovo Kindergarten.
La conoscenza del tedesco rappresenta per molti la porta aperta verso il mondo. Particolarmente attrattivo per loro è il liceo bilingue polacco-tedesco. "Il nostro futuro si chiama Stettino", afferma convinto il direttore scolastico Gerhard Scherer. Attualmente 280 studenti tedeschi e 150 polacchi frequentano l'Europaschule, presso la quale si possono ottenere le maturità di entrambi i paesi. La metà degli studenti tedeschi studia il polacco.
"Ci sono già un paio di coppie germano-polacche", afferma la polacca Ania Wlodarczyk, 18 anni, della 13. classe (l'ultima nel sistema scolastico obbligatorio). Tuttavia la nuova era non è totalmente priva di pregiudizi. Sul bus Ania si è sentita da poco dire ”polacca di merda, scendi.”
Per i tedeschi lungo il confine questo nuovo vicinato segna l'addio ad antichi pregiudizi. I polacchi per loro sono stati i poveri diavoli, i concorrenti odiati, che per qualsiasi salario si apprestavano a lavorare in Germania. Adesso i rapporti si stanno invertendo. Un saldatore può arrivare a guadagnare 1200 euro al mese nel cantiere navale di Stettino. Oltre il confine la paga per lo stesso lavoro è spesso più bassa, è solo questione di tempo prima che i tedeschi inizino a fare la spola.
Jan Rybski, 52 anni, ha aperto a Löcknitz il suo studio di commercialista e di venditore di immobili. L'uomo aveva prima vissuto per più di dieci anni ad Amburgo. Dalla parte polacca il terreno fabbricabile costa minimo 50 euro per metro quadrato e non è facilmente sfruttabile, da quello tedesco si può ottenere per appena 25 euro.
Rybski, il cui figlio frequenta il liceo germano-polacco, è solo uno dei circa 80 polacchi che abbiano aperto un'attività a Löcknitz. Il mese prossimo prenderà l'avvio una ditta produttrice di spezie, che procurerà molti posti di lavoro.
L'allegra emigrante Odendall può tuttavia riferire anche il rovescio della medaglia. La scorsa estate trovò presso il suo ufficio un grande graffito: "polacchi di merda, fate attenzione! SS". Più volte gli uomini dell'NPD hanno distribuito volantini recitanti "Confini troppo vicini, Löcknitz ai tedeschi!" Alle scorse elezioni municipali il partito di estrema destra ottenne il 21%.
Ultimamente gli estremisti hanno rotto i vetri di sei macchine con la targa polacca. La TV così descrisse il fatto : “Qui i polacchi non sono ben accetti”.
Odendall consigliò in seguito a ciò ad un dottore, inquilino da lei, di far registrare la sua auto in Germania per evitare pericoli del genere. Questi però disse che il consiglio era inadeguato:”Con la targa tedesca poi me la ruberebbero in Polonia."

(Traduzione di Hripsimé Pagliarini)