UN LIBRO DA LEGGERE MENTRE I TANK RUSSI OCCUPANO LA GEORGIA

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“La Russia è tornata nell’arena mondiale come uno stato potente, a cui dà retta e in grado di difendersi”. Questa frase del comizio di Vladimir Putin al Cremlino, l’8 febbraio 2008, chiude il libro di Leonardo Coen, “Putingrad”. Un libro che ho finito di leggere mentre le truppe russe mantengono e rafforzano le loro posizioni in Georgia. Un libro che dovrebbero forse leggere alla Farnesina, anche oggi ringraziata dal Cremlino per il suo ruolo di mediazione all’interno dell’Occidente. Siamo il Cavallo di Troia del puntinismo in Europa.
Coen, corrispondente di Repubblica da Mosca, racconta l’involuzione democratica della Russia di Putin attraverso i cambiamenti che si registrano in una via centrale della capitale russa: Kutuzovskij prospekt. Di qui sono sempre passati i leader sovietici diretti al Cremlino. Di qui è passato per 8 anni l’ex spia del Kgb. Quello che ora, indossata la mimetica, guida le truppe russe nella lotta contro i cattivi georgiani.
Così Coen descrive Vladimir Putin: “L’oscuro funzionario è potuto diventare il Grande Eroe Postsovietico. Capace di intrecciare abilmente i sentimenti del nazionalismo e le suggestioni della religione ortodossa, di tutelare i principi del liberalismo economico e di combatterli con quelli antitetici del dirigismo di Stato, sino a riesumare la grandeur imperiale dello varismo e persino del sovietismo in nome di una nuova identità patriottica che non rompesse col passato e che riesumasse i valori chiave della fierezza”.
La Russia è tornata potente, come dice Putin. Come accade da qualche secolo a questa parte, a danno dei paesi confinanti.

Leonardo Coen, Putingrad, la Mosca di zar Vladimir, Alet, Padova, 2008

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