LO SCUDO MISSILISTICO ANTI RUSSO (CRONACHE DALLA POLONIA)

KRAKÓW - "Da oggi la Polonia e paese alleato degli USA alla stessa stregua della Gran Bretagna". È quanto ha detto Condoleeza Rice dopo la firma di due giorni fa sul’ installazione dello scudo antimissilistico in Polonia (dopo il sì della Repubblica Ceca di più di un mese fa). Così le prime pagine dei più autorevoli quotidiani polacchi. Sia il Presidente Kaczyński che il Premier Tusk non hanno avuto alcun dubbio nel definire la firma dell’accordo "una data storica per la Polonia". In effetti, si tratta davvero di una data importante: da ieri l altro mai la protezione americana all’Occidente si era spinta cosi ad est. A dare una scossa definitiva all’operazione l’aggressione russa ai danni della Georgia, che ha spinto sia Varsavia che Washington ad accordarsi sulla effettiva realizzazione di un sistema di difesa da possibili attacchi che, seppur ufficialmente considerati come potenzialmente provenienti da "stati canaglia" quali Iran e Corea del Nord, de facto possono essere lanciati in un futuro (temo non troppo lontano) da stati confinanti come, per l’appunto, Mosca. Perfino il cerimoniale è stato degno di ogni vertice internazionale che si rispetti: diretta video dell’atterraggio dell’Air Force 2 su cui viaggiava la Rice, cena del Segretario di Stato americano col Ministro degli Esteri Sikorski, il giorno successivo a colazione dal Presidente Kaczyński, firma dell accordo alle 11:30, pranzo con il Premier Tusk.
In sostanza, l’accordo prevede le seguenti clausole: 1) dotazione di missili Patriot americani alla Polonia entro il 2012, installati nella base di Redzików (nel nord del paese, vicino a Słupsk). Successivamente, è previsto il possibile acquisto di questi missili da parte della Polonia, che così rafforzerebbe le proprie strutture militari. 2) Presenza di soldati americani nella base di Redzików fino al 2012 con compiti di "scolarizzazione" dell’esercito polacco nell’uso dei missili Patriot. 3) Gli USA si impegnano ad intervenire militarmente in aiuto alla Polonia in caso di aggressione, al di fuori dell’egida NATO. Quest’ultimo punto -a dimostrazione del fatto che lo scudo antimissilistico è una necessità dinnanzi all’aggressore moscovita- ha raccolto il pieno appoggio della stessa NATO, il cui statuto prevede gia una clausola di mutuo soccorso in caso di aggressione ad uno dei paesi membri.
Sul piano politico, la firma dell’accordo ha, fortunatamente, incontrato un largo consenso da parte di tutte le forze politiche, eccezion fatta per il gruppo "Lewica" (La Sinistra), per il quale lo scudo servirebbe per la sicurezza di soli americani ma non dei polacchi, esposti a possibili aggressioni ed attacchi. A parte quest’unica voce di dissenso, sia il partito di maggioranza dl Premier Tusk -Platforma Obywatelska, liberale- che quello del Presidente Kaczyński -Prawo i Sprawiedliwość, nazionalista- sono stati concordi nel concludere i negoziati che ormai da molto tempo duravano con l’amministrazione americana.
Anche per quanto riguarda l opinione pubblica polacca lo scudo antimissilistico risulta condiviso ed appoggiato dalla maggioranza. Un recentissimo sondaggio commissionato da "Gazeta Wyborcza" ha dimostrato come dopo l invasione russa della Georgia il 60% dei polacchi sia favorevole allo scudo, ovviamente considerato come l’unica arma di difesa efficace oggi possibile per proteggersi da un vicino pericoloso in quanto capace da un giorno all’altro di calpestare qualsiasi clausola del diritto internazionale, occupando con le proprie armate uno stato sovrano confinante.
L’esito del sondaggio non coglie di sorpresa chi vi scrive: raccogliendo pareri per la strada in diversi centri abitati di differenti regioni con opposti orientamenti politici l’esigenza di un qualche genere di difesa e di tutela dalla Russia e considerata prioritaria di fronte ai fatti di Georgia, stato che , sempre a detta di più, deve al più presto essere integrato almeno nella NATO. Le uniche perplessità restano legate ad una comprensibile diffidenza nei confronti degli amici occidentali originata dalla seconda guerra mondiale: Piotr, venditore ambulante di souvenir di Sandomierz, teme che gli americani in caso di aggressione non interverranno tempestivamente, rammentando quanto fatto da Francia e Gran Bretagna nel ‘39. Nella maggior parte dei casi invece, si registra grande soddisfazione per la firma dell’accordo, sopratutto dopo che gli USA hanno accettato l’inserimento di clausole in favore della sicurezza polacca e del miglioramento delle sue forze armate. Agli abitanti di Redzików, timorosi di diventare un bersaglio, il governo polacco ha promesso una completa ed adeguata informazione e, se necessario, un referendum.
Per concludere, e evidente che lo scudo antimissilistico USA rappresenta un necessità non solo per la Polonia, ma per tutto il mondo occidentale. Chi dichiara di fidarsi ancora dello zar del gas dinnanzi a quanto da lui compiuto contro Tbilisi non si e reso conto di scherzare con il fuoco. Un fuoco che ha soltanto iniziato a scottare. Qui dalla Polonia e evidente: oggi in Georgia, domani in Ucraina, dopodomani a Varsavia, ovvero -lo ricordo ai nostri mass media- in Unione Europea! Dopotutto, Mosca quotidianamente minaccia Varsavia, Wilno e Kiev, ed ha gia approntato un proprio piano di "difesa" antimissilistica con radar in Bielorussia e missili nell’enclave di Kaliningrad, ovviamente puntati contro gli scomodi vicini democratici polacchi e baltici, europei come noi e nostri alleati nella NATO. Quarant’anni fa a Praga le truppe sovietiche ristabilivano l autorità imperiale di Mosca sull’Europa centrale. Nei giorni scorsi Mosca ha appena cominciato a restaurare il vecchio impero, partendo dal Caucaso.
Matteo Cazzulani