LE MINACCE DI MOSCA

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La Russia oggi ha minacciato (con Medvedev) di interrompere i rapporti con la Nato e (con Putin) anche con il Wto, l’organizzazione per il commercio mondiale.
Quest’ultimo aspetto è quello più divertente. La Russia da anni fa carte false per entrare nel salotto buono del Wto. Ha convinto tutti i paesi membri, tranne uno: la Georgia. Dato che occorre l’unanimità e dato che difficilmente Tbilisi che ha le truppe russe sul suo territorio, voterà a favore di Mosca al Wto, la Russia è destinata a non entrare nell’organizzazione mondiale del commercio. Che ora annuncino di volersene chiamare fuori ricorda un po’ la favola sulla volpe e l’uva.
D’altronde la Russia è abituata a fare carta straccia delle regole internazionali. Ha firmato e mai ratificato la Carta europea per l’energia, quella che avrebbe impedito alla sua società-grimaldello, Gazprom, di fare politica (coloniale) con l’energia.
Il segnale di Mosca è soprattutto rivolto a Washington. Il mancato rispetto degli accordi col Wto impatta soprattutto sui marchi americani. In Russia si potrà, ad esempio, ancora aprire siti internet nei quali vendere sottocosto canzoni coperte da marchi, registrati in tutto il mondo ma non a Mosca.
Speriamo che Obama non si faccia spaventare da Putin. E speriamo che McCain non si faccia trarre in inganno dall’ex spia del Kgb. Bush gli ha creduto per otto lunghi anni.

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